frantumi

da quaderni, agende, foglietti, margini di libri di Pasquale Cacchio
(1975-2010)

Cassandra non sarà mai creduta, ma oggi non può farsi neanche ascoltare. 1

Di fronte a un pericolo il gatto e la mantide reagiscono allo stesso modo, soffiando e inarcandosi di quarto. 2

Neppure un cataclisma universale lo disabituerà alle macchine. 3

Finora abbiamo calcolato la distanza che ci separa dagli animali, è ora di calcolarne la vicinanza. 4

Come una rosa blu, aberrazione della natura. 5

In una manciata di tempo sono saltati i sistemi di difesa degli insetti, per milioni di anni, Silvio, non erano mai morti a zampe per aria su una piastrella del bagno. 6

Ormai si vive per sentito dire. 7

Anche tra i giornalisti qualche Giuseppe D’Arimatea. 8

Una ventata di jazz e la cosiddetta musica classica riprende fiato. 9

Visto che non riescono a essere nobili, si comprano le loro ville. 10

Il blues ultimo rimasuglio di culture scomparse, da sottofondo per spogliarelli e film polizieschi. 11

Una Saffo cristiana? Un’ebrea, Simone Weil. 12

Chissà cosa mangiano le farfalle notturne. Da giorni ne ho una immobile sulla tenda. 13

Un ricco veniva sepolto con le sue ricchezze, adesso a stento gli lasciano l’orologio al polso. 14

Il Padreterno soppiantato dal dio Stato. 15

Ai bambini le caramelle, ai vecchi la pensione, così stanno quieti. 16

Si vanta della sua prestanza sessuale ma potrebbe vantarsene anche una cavalletta. 17

Lo Stato provvede a tutto in cambio di tutto il resto. 18

Il greco non è riuscito a immaginare un macello per il Minotauro. 19

La cultura non viene più trasmessa di padre in figlio ma di notizia in notizia. 20

Non più artisti topi di campagna, solo topi di fogne. 21

Un eremita al quinto piano di un condominio. 22

Ha scoperto un’ideuzza e la scopri in ogni sua nuova pubblicazione. 23

Dio è sornione. 24

Per un mondo più comodo ci troviamo in un mondo più brutto. 25

Platone amava belle menzogne, noi brutte verità. 26

Cacciato il confessore dalla porta, è rientrato dalla finestra travestito da psicanalista. 27

Crediamo più alle notizie che ai nostri cinque sensi. 28

Tutti in prigione, liberi di discutere su come arredare la cella. 29

Si pensa di cambiare le cose cambiandone i nomi. 30

Per guadagnare tempo si perde spazio. 31

Il luogo comune ti risparmia quel minimo di riflessione che richiedeva il proverbio. 32

Come si fa con una giornata senza notizie? 33

Siamo liberi di esprimere opinioni, non sentimenti. 34

Riusciremo a programmare tutto, ma non i sogni. 35

Se ora la parola si fa carne, è carne da macello. 36

Passeranno le mode, ma non la cravatta. 37

L’acqua di Talete non è l’H2O. 38

Costui conosce anche il pensiero del più grande critico dantesco  della Papuasia. 39

Scrittori con contenuti senza forme (pietre, gemme, patate) e scrittori con forme senza contenuti (bottiglie, cestini, vassoi). 40

L’occidente alla ricerca, l’oriente al riconoscimento del vero. 41

Il naso finirà per sentire solo puzza di sigarette. 42

Le nostre azioni non fanno più notizia. 43

Si son fatti un pubblico tra gli operai, ma frequentano i salotti dei padroni. 44

Il concetto di progresso, ottimo paravento per il denaro. 45

È tanto cristiano da non sembrarlo. Bloy. Bernanos. 46

Ci sono qui bambini che additano re nudi? 47

La voce che esce dal coro non viene più internata, le viene tolto il microfono. 48

Innaffio le piante e rovino la tela al ragno sbigottito per quel nuovo tipo di temporale. 49

Persa la fede, la speranza e la carità, ci resta la fiducia nella scienza, che però non è una dea. 50

Per punizione non avranno favole da raccontare ai bambini. 51

L’ironia scavava, ora demolisce. 52

A un assetato di giustizia viene data a bere una nuova legge. 53

Da paradiso terrestre a pattumiera della Via Lattea. 54

Appena ascolta una nuova opinione se ne fa una. 55

Per rendere innocuo un Pasolini lo trasformano in letteratura. 56

Parchi notturni per lucciole e stelle.57

Abbiamo potere sul codice genetico degli animali, ma abbiamo perso le parole che usavamo per avvicinarli. 58

La sola parola vacanza m’infuria. 59

Appena si aggiorna si deve aggiornare. 60

Ci hanno tolto tutto per ridarcelo a pagamento. 61

La scienza è ora basata sul principio del vediamo-cosa-succede-se. 62

Le stelle sono state derubate dei loro antichi nomi australi. 63

Mai l’arte ha funzionato così bene. 64

I logici antichi e moderni si sono dannati una vita per cercare le forme del corretto ragionamento e guardate con quali risultati. 65

Le trivellatrici non hanno trovato i mostri che dormono nelle viscere della terra, non hanno scavato abbastanza. 66

Tra i vermi che divorano il formaggio c’è libertà, uguaglianza e fratellanza. 67

Si suicidavano forse i ragazzini in altre società? 68

L’educazione tende agli stessi apprendimenti degli stessi insegnanti per gli stessi alunni delle stesse scuole con gli stessi obiettivi. 69

Per vendere forchette bisogna disabituare la gente a mangiare con le mani. 70

Con lo stesso tono di voce la notizia di un cataclisma quanto dell’ultima marca di saponette. 71

Dormono ancora, Alcmane, le cime dei monti? 72

Tutto organizzato, qualunque posto occupi sei rimpiazzabile con un altro. 73

Mica lo scopo della terra era un’unica specie! 74

Neanche l’orgoglio di rifiutare la cravatta. 75

I politeisti avevano pietre, fiumi, monti, piante e animali divini, i monoteisti li sacrificano al loro unico e vero Dio. 76

A tutto si abitua l’uomo, a puzze, rumori e spettacoli orrendi, ma non i suoi sogni. 77

In carcere potevi scrivere un Don Quichotte, ma ora a un Cervantes negano carta e penna. 78

La musica sacra, nata tra odori d’incenso, odora adesso di abiti da sera. 79

Le donne aspirano a occupare posti di cui gli stessi maschi dovrebbero vergognarsi. 80

Animali programmati ai fini della produzione industriale. 81

In banche e supermercati il silenzio riservato una volta ai luoghi sacri. 82

A che serve cercare ragioni alla fine dei tempi? 83

Libertà di quale pensiero? 84

Liberi in tutto, eccetto in ciò che una volta era considerato necessario. 85

Con la sensibilità di un Leopardi sei preso per uno psicolabile. 86

Perfino tornare in polvere è diventato costoso. 87

Nelle case dei contadini c’era una piccola entrata per i gatti, la gattaiuola. 88

L’attore non sa più imitare voci e sguardi di dei. 89

Riesci finalmente a intravvedere una stella tra i lampioni notturni ed è  un satellite artificiale. 90

Né comico né tragico, è finita la commedia. 91

Basta una diga a spazzar via un ambiente di milioni di anni. 92

Il bambino che addita il re nudo è un maleducato. 93

Ultimo sussulto il sessantotto. 94

Non più vita, ma sopravvivenza in parchi e musei. 95

Una pausa di silenzio durante una conversazione ed è panico. 96

La voce che grida come canna del deserto è ormai sfiatata. 97

Lascerà qualcuno di voi una memoria orale? 98

La storia è diventata l’album di famiglia della borghesia. 99

L’attento ascoltatore di Omero lo aiutava a ricordare, il distratto a improvvisare. 100

Nulla più con le proprie mani. 101

Ciò che resta di bello sarà messo in commercio. 102

La presenza di Dio è più formidabile di quella dell’atomo, ma, pur non avendo mai nessuno visto, udito, toccato, fiutato, assaggiato un atomo, esso esiste più di Dio. 103

La ragione è l’istinto dell’uomo, Dio non ha bisogno di ragionare. 104

Ti assicurano di aver debellato le malattie del passato per prepararti a sopportare quelle ben peggiori del futuro. 105

In milioni di anni nessun essere vivente era morto stritolato, crivellato, frantumato, fuso, polverizzato, schiacciato in un attimo, mai la natura aveva prodotto una morte tanto violenta quanto la macchina. 106

Quelli un passato felice, noi un futuro felice, quelli l’età dell’oro o il paradiso terrestre, noi il progresso. 107

Ai polli è stato tolto il diritto di raspare il terreno, ai maiali di rotolarsi nel fango, agli asini di esistere. 108

Conosciamo un infinitesimo di tempo e di spazio e siamo sicuri di aver scoperto la struttura della materia. 109

Abbiamo un enorme potere sulla natura, ma senza gusto. 110

Il jazz sopravviverà come musica accademica. 111

Dopo la pace universale non si daranno pace. 112

Non c’è nulla in cui credere, così si crede all’ultima stramberia offerta dal mercato. 113

La sua penna è una piuma tanto leggera da non toccare le cose. 114

Se l’anima non fosse immortale, non saprebbero che farsene. 115

Il saggio sa meglio le cose che non sa. 116

Anche la cicala vorrebbe campare in eterno. 117

Il regista fa in modo che l’attore non capisca quello che fa e non faccia quello che capisce. 118

Il sangue dei martiri non è più fertile, va a finire sull’asfalto. 119

Il poeta si è liberato di metro e rima per diventare schiavo delle mode letterarie. 120

I nostri riti sono un minuto di silenzio. 121

Ogni sapere corteggia il metodo scientifico, a parte la matematica, che però da dea è passata a serva. 122

Con quei cosi lì, come si chiamano, pensiamo di star meglio degli antichi. 123

Stavano peggio di noi, ma cantavano e fischiavano tutto il giorno. 124

I sogni dei chirotteri a testa in giù. 125

Mentre brucia la casa fa considerazioni sulla bellezza del fuoco. 126

L’arte ha perso il delirio delle muse. 127

Come se potesse esistere una specie felice a spese di tutte le altre! 128

Le donne sorridono dei timidi, proprio di coloro che affollano i loro sogni. 129

Nietzsche viene lucidato dai suoi detrattori. 130

Non è tempo di dettagli, è tempo di andare al sodo, senza stile. 131

L’occidente vuole conoscere, l’oriente anche ignorare. 132

Nello stesso istante miliardi di persone la stessa notizia, lo stesso commento, la stessa opinione. 133

Deridiamo la vita dei primitivi, noi non abbiamo neanche quella. 134

Lo schiavo poteva guardare il padrone negli occhi, noi no. 135

Non abbiamo una pace individuale e invochiamo quella universale. 136

Con la sua vocina e con le sue tettine viene usata per promuovere un nuovo deodorante, siamo nel Kali Yuga. 137

Passano la vita ad accumulare, ma hanno sempre meno di quelli che hanno di più. 138

Una sventura, una carneficina, nulla è oggetto di tragedia; la  tragedia richiedeva la presenza di un dio. 139

Non abbiamo, nessuno di noi, conoscenze veramente nostre da trasmettere ai figli. 140

Pascal abbandona quella scienza che per Cartesio era tutto. 141

Mai era giunto a tanta superstizione, ignoranza, empietà, menzogna, cattivo gusto, e intanto presume di aver raggiunto una civiltà superiore a tutte le altre. 142

Quegli aggeggi sarebbero utili se rappresentassero non solo i loro divertimenti ma anche la loro morte. 143

La scienza spiega, non comprende, dice come, non perché. 144

Eccolo il nostro musicista, non sa suonare ciò che compone né sa comporre ciò che suona. 145

L’alchimia in cerca della pietra filosofale, la chimica dell’elisir di lunga vita. 146

Il più a lungo possibile una vita insignificante. 147

Il pensiero della morte va rimosso con una vacanza. 148

Non è forse l’unico animale sempre in calore? 149

Messo a tacere il rumore del vento, solo il tuono scuote per qualche istante l’orecchio assordato. 150

Terremoti e disastri ambientali: occasioni per esibire i mezzi di soccorso, più che per soccorrere. 151

Preferiremo che manchi l’aria e l’acqua piuttosto che l’elettricità. 152

La politica, gestione degli affari borghesi. 153

Opinioni su tutto e sul contrario di tutto, in modo che ogni opinione valga quanto l’opposta. 154

Il concetto di progresso ha la massima comprensione e la minima estensione, come il concetto di Dio. 155

A recita hanno ridotto il teatro, a farsa il jazz. 156

Libertà di pensiero, anche il più ripugnante, purché non si metta in discussione la libertà di mercato. 157

Talmente abituati alla menzogna che, se li smascheri, ti accusano di non essere una persona per bene. 158

Pitagora accusato da Eraclito di occuparsi troppo della conoscenza. 159

Già Esiodo lamentava l’ingratitudine dell’uomo nei confronti della madre terra, perfino il Corano. 160

L’arte ci riconciliava con la natura, adesso ne è un surrogato. 161

Chi sceglieva una vita contro corrente destava meraviglia, ora è un esempio pericoloso, da isolare ed emarginare. 162

L’opinione pubblica è quella di chi ne ordina i sondaggi. 163

Accettiamo ogni forma di aberrazione, ma non quella che il dio scatena nei pazzi, così lo domiamo coi farmaci. 164

Scoppiasse l’atomica, il programma va avanti tra una pubblicità e l’altra. 165

Non esperienze di vita ma di notizie. 166

Lo scienziato Galileo aveva ancora un po’ di umiltà nell’accostarsi ai segreti della natura. 167

Con pudore denudavamo la madre terra, con impudenza la sventriamo. 168

Le sorti della terra seguono l’andamento della borsa. 169

Un fuggi fuggi verso dove c’è già un fuggi fuggi. 170

Se in un grosso artista serpeggia qualche dubbio, glielo dissolvono con un premio più grosso. 171

Appena scopri che sa scrivere bene, non scopri nient’altro. 172

Abbiamo capito che non siamo al centro dell’universo, ancora non capiamo che non siamo neanche al centro del tempo geologico. 173

Non li prendono a schiaffi, li bocciano. 174

La festa dell’uomo è adesso un reato contro la festa della natura. 175

Piacere senza gioia, attenuazione del dolore senza sollievo. 176

A questo punto anche gli insetti aspettano il redentore. 177

Il linguaggio matematico fa apparire più profonda la scienza, così la scienza lo usa anche quando non è necessario. 178

I lampioni notturni m’impediscono di guardare le stelle e Confucio mi dice di non protestare, bensì di accendere un lume. 179

Ormai la morte riguarda solo chi muore. 180

La legge serve a legalizzare i reati borghesi, non a punirli. 181

Li addestrano a parlare senza muovere un dito. 182

La terra era stanca e produsse l’uomo. 183

L’albero della conoscenza è invecchiato, sta cacciando i succhioni della conoscenza scientifica. 184

Per l’economia della madre terra un cerambice è più intelligente di un uomo. 185

Il saggio imparerà l’arte dell’ira. 186

Popolato di sogni era il sonno dei gattini. 187

Per scandagliare la psiche Freud lancia sonde, Dostoevskij si tuffa. 188

Significato di una parola era chi la diceva. 189

Fabre non aveva bisogno di strumenti scientifici. 190

Il nome che gli uccelli migratori danno alle stelle. 191

A Cristo bastava un po’ di buon senso per non finire in croce, ma sapeva che il buon senso è una virtù borghese. 192

Per non sporcarsi le mani di sangue animale usa le macchine per trafiggere, sgozzare, squartare, tagliare. 193

Era l’essere più pensoso della terra, adesso il più spensierato. 194

Non mi dice cos’è una fiamma, un colore di fiamma, una fiamma di colori, continua a ripetermi che è il prodotto di una combustione. 195

Mentiscono e smentiscono la stessa notizia in modo che la menzogna faccia più notizia della smentita. 196

Massacri e assassini, ordinaria amministrazione dello Stato. 197

Rimpiangono la natura, ma non rinunziano alla vita cittadina. 198

Lo schiavo non godeva dei diritti umani, ma non lavorava in fabbrica. 199

L’uomo potrà anche colonizzare il sistema solare, ma appena sorge il sole si troverà spiazzato nei confronti del canto di un gallo. 200

La mantide ondeggia con le foglie al ritmo del vento. 201

Un eroe o un santo passa adesso inosservato. 202

Un mondo di soli pioppi o di soli cavalli, era questo il fine del moltiplicatevi e calpestate la terra? 203

Non la petulante gazza, non il sentimentale elefante, solo l’uomo pareva destinato alla divinità. 204

Intubiamo l’acqua impedendole di dissetare la terra. 205

C’è più sapienza nel coleottero che fa scaldare le elitre prima di prendere il volo o nel ragno che raccoglie la tela al primo tuono, che in un funzionario di banca. 206

Sterminate popolazioni sterminate. 207

Dopo essersi liberato della natura, degli dei, dei miti e dei misteri, l’uomo può fare di sé ciò che vuole. 208
Incarnazione di qualche dio ritardatario prima di abbandonare la terra, Frank Zappa. 209

In mano all’uomo la sorte di ogni altro essere vivente. 210

È più facile aver pietà di una formicuzza ferita che di un formicaio in fiamme. 211

Se gli accademici da cui si difendeva Galileo erano ridicoli, ancora più ridicoli sono gli scienziati attuali quando si rifiutano di pronunziarsi su questioni che valicherebbero i confini della propria disciplina. 212

Nuove forme per non dire nulla, ecco la nostra arte. 213

La scommessa di Pascal? Vale anche al contrario. 214

Rilke non scrive, sussurra. 215

È finita ogni memoria orale. 216

Viviamo più a lungo di un insetto, che ha però antenati molto più antichi dei nostri. 217

Ciò che funziona non vive e ciò che vive non funziona. 218

Il buon senso non è più sensato. 219

Anche se dagli esperimenti sugli animali otteniamo conoscenze, sono conoscenze brutte. 220

Il logos si è fatto carne, infine notizia. 221

Non sempre il ragionamento è ragionevole, può giustificare qualsiasi corbelleria. 222

La notte non è più il riposo del giorno, è il suo rimprovero. 223

La scienza si è trasformata in linguaggio sulla tecnologia. 224

La scienza finisce col costruire gli oggetti della propria conoscenza. 225

Sdegnato accettava il cibo l’assiuolo. 226

Misuriamo l’intelligenza degli animali con la nostra. 227

Atrofizzata ogni sensibilità, percepiamo solo il grossolano. 228

Non più per un bene superiore, ma per un male inferiore. 229

Per riprenderci la vita dovremmo iniziare da uno smantellamento generale. 230

Ma pure il Neanderthalensis sapeva fare osservazioni scientifiche! 231

Nel formicaio si continua a trasportare cibo e uova bianche mentre sta per giungere la ruspa. 232

Preferiscono un colpevole per bene a un innocente che sbraita, un bugiardo posato a una persona schietta che parla con foga. 233

Potevamo parlare con pietre e insetti. 234

Non contano neanche i sistemi di difesa di cuccioli e pulcini. 235

Non più norme interiori, tutto è ammesso, purché non infranga una legge dello Stato. 236

Il nido di un uccello è collaudato più a lungo del cemento armato. 237

Nera e bianca la cacca della gazza, nera e bianca come la sua livrea. 238

L’uomo si è accorto di essere la più potente specie terrestre, non di essere l’ultima arrivata. 239

Rimbaud. Meglio mercante in Africa che poeta in Europa. 240

Persino lo scorpione ha paura del formicaio. 241

Li costringono a dormire in fretta dopo averli costretti a lavorare in fretta. 242

Si promuovono i più utili, non i migliori. 243

Insomma, i cuccioli imparano a combattere col gioco, proprio come i cuccioli d’uomo coi giocattoli. 244

Swift, questo rondone che, dicono, dorme in volo. 245

Ti loda un Göthe? Non ti fidare. 246

Non interessa il malato ai nostri medici, ma la sua malattia. 247

Un’epoca di chiavi. 248

L’industriale non mangia le proprie scatolette. 249

Gli uomini del paleolitico vengono ricordati meglio dagli antichi miti che dagli archeologi. 250

Chi subisce un torto deve mantenere la calma, altrimenti ha torto. 251

La fame di giustizia viene considerata una patologia. 252

Il nomade Abele e il cittadino Caino. 253

L’uomo è meno uomo di quanto un gufo è un gufo. 254

La Grecia conservava odori di civiltà millenarie, noi musei. 255

Dovremmo avere la penna di Artaud per urlare. 256

L’abito non fa il monaco, fa il borghese. 257

I migliori filosofi conoscono il metro e la rima. 258

C’è qualche poeta tra i nostri scienziati? 259

La cura dell’insonnia era dormirci sopra. 260

La scienza è sospetta, non ama i propri oggetti. Si conosce solo ciò che si ama. 261

Lo scibile è diventato scientifico, quando la scienza era la parte più prosaica dello scibile. 262

A forza di inventare nuove parole, la scienza non saprà come pronunziarle né a chi rivolgerle. 263

Il sesso è monotono senza i dardi del dio. 264

Per quanto più ignorante, Plinio è meno noioso di un Newton. 265

La scienza non entra in confidenza coi propri oggetti come Fabre con uno Sphex. 266

A una donna la prima colpa, ma prima ancora a un animale. 267

Una vita d’arte era anche un’arte di vita. 268

Non si canta in giro, non si sente neanche uno Sterne cantare il lilibullero. 269

Il numero è divino, il calcolo umano. 270

I valori non erano solo valori umani. 271

Scegliere una vita da eremita non era il segno di un fallimento. 272

Una vita naturale viene considerata aberrante e una vita aberrante naturale. 273

Abbiamo perso il dono di dar nomi alle cose, possiamo darne solo ai nostri prodotti. 274

Grossolane semplificazioni della scienza fatte passare per leggi della natura. 275

Giocattoli da pattumiera i nostri prodotti, neanche il tempo di affezionarsi. 276

Meglio in pasto agli avvoltoi che sepolto in cimitero. 277

Quando non c’erano specchi ci si specchiava negli altri. 278

La scienza presume di rivelare il recondito. Non sa che certe gemme perdono lucentezza se esposte alla luce. 279

Il passato viene denigrato in modo che le nuove generazioni pensino di vivere nel mondo migliore. 280

La scienza è diventata una pratica che, per darsi un contegno, formula teorie scientifiche. 281

Il gatto si struscia alle tue gambe e per costoro sta delimitando il proprio territorio. 282

Voltarsi a guardare senza muovere le pupille, come Montezuma, come Nietzsche e come le aquile. 283

L’ingiustizia diventa giusta con un provvedimento legislativo. 284

Più scopi dell’uomo ha adesso una gazza che raccoglie pezzi di vetro. 285

Se per conoscere abbiamo bisogno di alte tecnologie, o può conoscere solo chi può accedervi o le conoscenze che se ne ottengono sono fasulle. 286

È incappato nello 0,3 per cento delle cause di morte. 287

L’arte aveva bambini e ignoranti dalla propria parte. 288

Uno stuzzicadenti in punto di morte. Jarry. 289

Il guerriero non faceva cruciverba prima della battaglia. 290

Abbiamo solo conoscenze finanziate. 291

Con Platone nacque l’idea di uno Stato giusto, quando già Aristofane se la rideva. 292

Col rendere tutto opinabile abbiamo disarmato il pensiero. 293

Dice e non dice, così sarà punito sia per ciò che dice che per ciò che non dice. 294

Appena si trova di fronte a concetti non quantificabili la scienza inizia a delirare. 295

L’autocoscienza in sogno, il ragionamento in sogno, molto più lucidi e vivaci che da svegli. 296

Si fanno esperimenti sulle malattie e sulla morte degli animali, non sulla loro vita. 297

Noè salvò pure gli animali inutili. 298

Basta il vocabolario di un bambino per esprimere pensieri profondi. 299

Efferati delitti in nome di Dio, ora in nome dello Stato. 300

Non ha nulla da dire ma lo dice con arte. 301

Göthe e Shakespeare fanno apparire profondi i luoghi comuni. 302

È una Sfinge, bisogna saperlo interrogare Kleist. 303

Basta comportarsi come tutti gli altri per continuare a offendere la terra. 304

Il frutto migliore della terra subito marcio. 305

Buñuel dice continuamente qualcosa e costoro lo prendono per un bambino che si ficca il dito nel naso davanti a signore per bene. 306

Ci sono sempre stati coglioni e delinquenti, ma adesso hanno la bomba atomica. 307

I diritti umani del Neanderthalensis. 308

Hanno talmente poco da dire che discutono animatamente su come dirlo. 309

Tutta l’etica in funzione dell’uomo, le stelle si sentono offese. 310

I primitivi riuscivano a pensare cosa ne pensasse un giaguaro. 311

La macchina sostituisce il sudore della fronte, ma poi bisogna sudare con macchine di palestra. 312

Dio è impotente contro gli incendi del mio boschetto. 313

Gli uomini dal breve destino scrutano solo una piccola parte della vita con le loro esistenze e quel poco che riescono a capire lo chiamano scienza. Empedocle. 314

Così saremmo noi a dar senso a galassie e ammoniti quando non sappiamo dare loro neanche un bel nome. 315

Se il Big Bang ci apparisse in sogno, sarebbe meno ridicolo. 316

Anche se avessimo leggi giuste per tutti gli uomini, sarebbero ingiuste per il Cervus lucanus. 317

La scrittura serve a dimenticare più che a ricordare. 318

Non era l’America l’Atlantide? 319

Puoi imbrogliare mentre componi, non mentre improvvisi. 320

Antichi nomi a nuova merce da macero. 321

Un’unica cultura per un unico mercato e un unico mercato per un’unica cultura. 322

No, non puoi  farne un soggetto artistico, quindi meglio i ghirigori e le macchie di colori dell’arte astratta. 323

Nessun animale è volgare, a parte l’uomo. 324

Lo Stato protegge l’industria dei chiodi anche se non c’è nulla da inchiodare. 325

Comunione dei santi, eterno ritorno, tutto è stato detto. 326

Non possiamo scegliere una nostra vita o una nostra morte e ci riteniamo più liberi che nel passato. 327

La storia veniva tramandata, ora viene documentata, e con documenti falsi. 328

Esperimenti sugli animali come anticamera degli esperimenti negli ospedali. 329

In caso di pericolo il pulcino di cornacchia schiocca il becco come l’assiuolo e come la civetta. 330

Il gusto, non l’opinione, unisce le masse. 331

Chissà che sta facendo lei in questo momento, si starà pettinando. 332

Visto che è maleducato urlare, urlo in pensiero. 333

Ormai viviamo più nei sogni che da svegli. 334

Cartesio. Era tempo di chiedersi qual è la cosa più importante e costui si chiede qual è la più certa. 335

È più facile controllare miliardi di persone con gli stessi gusti che una decina di persone con gusti diversi. 336

Chi dà tutto per nulla è diventato sospetto. 337

Contro ogni scuola: Dio è un autodidatta. 338

Di fronte a nuove situazioni anche l’uomo, come gli animali, continua a comportarsi secondo antichi istinti. 339

Stiamo coinvolgendo piante e animali nella nostra morte innaturale. 340

Un contadino del Medio Evo aveva più conoscenze di un impiegato. 341

La scienza ammette di non avere conoscenze definitive, ma intanto ridicolizza le altre forme di conoscenza. 342

Non possiamo ridurre il mondo a ciò che riusciamo a dire di esso. 343

Hanno costoro esperienze condivise? Di condiviso hanno solo opinioni, notizie, canzonette e spot pubblicitari. 344

Libertà di pensiero tra dieci tipi di pensiero dominante. 345

Il giornalista, il nostro scriba e fariseo, prete e cardinale. 346

L’artista, il nostro giullare di corte. 347

L’erba non cresce al passaggio dell’industriale. 348

La parola arte diventerà una parola volgare. 349

Anche una marionetta è impudica senza vestiti. 350

Il dolore umano ha perso dignità. 351

Il progresso, il nostro Anticristo. 352

La sola parola poesia fa già ridere. 353

Chi si oppone al sistema è trattato peggio di un criminale. 354

Non comprendono nulla ma spiegano tutto. 355

Con le loro impronte di fossili le pietre sono più vive di noi. 356

Forse nei sogni ripercorriamo antichissime forme di sensibilità e di intelligenza. 357

Meglio peccatori nel confessionale che malati nello studio di uno psicanalista, meglio penitenti che truffati. 358

Nel gregge non si conta, si viene contati. 359

Ovunque limiti di proprietà. 360

Tutte le conoscenze scientifiche non fanno le conoscenze musicali di un Bach. 361

Solo le conoscenze scientifiche possono essere antiquate. 362

Potrebbe anche avere un’intelligenza superiore, ma non sa curare la prole meglio degli animali. 363

La gravità è la vis attrattiva. 364

Le leggi scientifiche non sono sufficienti a spiegare il mimetismo di piante e animali. 365

Ha forse la specie umana assistito alla comparsa di nuove specie viventi? Assiste a estinzioni. 366

In nome di che razza di scienza tagliano le antenne agli insetti? 367

Non c’è un dove e un quando nell’orgasmo della donna, c’è solo un come. 368

Vogliono guarire i mali di una società malata dei loro mali. 369

L’unica cosa saggia che sa dire è, in punto di morte, “sono fregato”. 370

La storia è adesso innocua, non è l’album di famiglia della borghesia? 371

Plinio ricorda, prima dei geologi, il Mediterraneo come un lago separato dall’Atlantico. 372

Volgarità in chi nega Dio, presunzione in chi lo dimostra. 373

L’isola di Pasqua conserverà più memoria di New York. 374

Sei indignato e ti prendono per un frustrato. 375

Antiche conoscenze fatte passare come conquiste della scienza moderna. 376

Chissà se giocando col gatto non sia il gatto a giocare con noi, come dice Montaigne. Di sicuro non giocano gli animali in gabbia. 377

Scrivendo col dito sulla sabbia puoi inventare un nuovo sistema matematico. 378

Siamo in troppi, così non ci accorgiamo se manca qualcuno di noi. 379

Se la scienza antica poneva problemi, la nostra verifica certezze fasulle, le cosiddette ipotesi. 380

Costa sempre più il mezzo di produzione del prodotto. 381

Cristo ha sostituito il proprio sacrificio a quello degli animali, così i cristiani hanno inventato i macelli. 382

Secondo costoro una pietra è più vuota che piena, il che non influisce sul comportamento di chi lancia sassi. 383

Non abbiamo la libertà di fare i sogni che vogliamo, doni ineludibili di Giove. 384

Si commettono crimini a colpi di carta bollata a norma di legge. 385

L’arte è ancora viva, cresce come la barba di un cadavere. 386

La loro visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di conoscere. 387

La nostra visione del mondo è condizionata da ciò che hanno deciso di farci conoscere. 388

Sfortunato il cane, in simbiosi con un essere come l’uomo. 389

Come mai il cane abbaia contro le ruote delle macchine? Studia, scienziato, studia. 390

Esiste un’enciclopedia sui capitalisti e loro affari? 391

È diverso il pianto di un bambino da quello di un pulcino? 392

Se c’è una sostanza delle cose, essa è nel nome delle cose. 393

Possedendo l’atomica puoi essere garbato con tutti. 394

Preferisco la compagnia di un delinquente a quella di una persona per bene. 395

Solo tracce di morte lascerà la nostra tecnologia. 396

Della politica occidentale degli ultimi secoli si può parlare solo in termini di insulti. 397

A me la parola democrazia fa ridere. 398

Il concetto darwiniano di selezione naturale è così generico che puoi farvi rientrare i litigi tra marito e moglie. 399

Non è il critico d’arte il nostro piazzista, il nostro banditore, il nostro ciarlatano e imbonitore? 400

I termini scientifici sono la Babele della scienza. 401

Il nobile aveva tempo; l’industriale non ha il tempo di raccogliere il pennello a un pittore. 402

Esisteva al tempo dei Greci l’apologia di reato? 403

Più forte dei fulmini la tecnologia? Più imprevedibile. 404

Fino a quando l’operaio avrà gli stessi gusti del padrone, per il padrone sarà una pacchia. 405

Non ci viene permesso di alzare la voce contro i nostri nemici. 406

Visto che la fede nell’immortalità vacilla, ci aggrappiamo alle promesse della scienza, che al massimo può assicurarci una vita più lunga. 407

La natura si potrà abituare alle macchine, ma non si sottometterà mai. 408

I terremoti sono notizie. 409

Basta la mancanza di elettricità a mandare in crisi tutto il sistema. 410

Furba divisione dei poteri: noi facciamo affari in piena libertà, la legge li consacra, la giustizia li protegge e il potere li impone. 411

Se t’incazzi stai male. Ma stai bene se non t’incazzi? 412

Che v’importa se voglio morire con la sigaretta in bocca? 413

Abbiamo motivi per affrontare coraggiosamente la morte? 414

Non è possibile vivere da eremita? Dunque non è possibile vivere. 415

Dopo l’amore il timido ringrazia. 416

’Sti poeti pretendono un’enorme erudizione da parte del lettore. 417

Non imbrattiamoci la bocca dei loro nomi. 418

Ai millenni bastano le parole di un bambino, al secolo non bastano le parole di un vocabolario. 419

Alla ricerca di rimedi alla noia e questo lo chiamano arte. 420

Orrendo pubblicare una poesia. 421

Non sappiamo assegnare nomi alle stelle. 422

Non so che farmene della libertà di pensiero tra gente rincoglionita dai media. 423

Il jazz, nato tra odori di terra, di strade, di sigari e birra, è diventato inodore, insapore e incolore. 424

I vermi che divorano il formaggio non vedono che vermi. 425

Alla ricerca di briciole di giustizia nell’ingiustizia universale. 426

Guardate il gattino con quanta curiosità guarda gli insetti. 427

Urla schifata alla vista di un insetto, io alla vista di lei. 428

Del resto, Gogol, hai una ricchezza enorme, non hai bisogno della ragazzina che ti venga incontro. 429

La scienza di Aristotele è antiquata, attuali le domande sulla scienza di Eraclito e Parmenide. 430

Se la conoscenza, Bacone, è potere, il potere non è conoscenza. 431

Per quanto lo perfezioniamo e lo estendiamo al maggior numero possibile di uomini, l’ambiente artificiale in cui viviamo è un tumore per la terra. 432

Se le pulci diventassero dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti, concederemmo anche ad esse la libertà di pensiero, di opinione, di religione e tutti gli altri diritti umani. 433

Rimpiangeranno Mingus e Parker. 434

Mica scemo Don Quichotte, da solo contro i mulini a vento! 435

Letta l’ultima novità letteraria. L’ho scagliata lungo il pavimento come una pietra a rimbalzare sull’acqua ed è andata a sbattere contro il battiscopa. 436

Il ragno subito a riparare la rete dopo il temporale. 437

Il nemico non è una persona, è un ismo. 438

A costoro non interessa la conoscenza scientifica, interessa esibirla come proprietà privata. 439

Scandagliare nell’opera di tale artista è come smontare un vecchio elettrodomestico. 440

Re, conti, papi, tiranni, capi, condottieri, imperatori, non possedevano il potere che posseggono ’ste merde su aria, acqua, terra e fuoco. Se con quelli ci si poteva rassegnare, con costoro non è possibile avere una verità, una ragione, uno spirito, un’anima, una speranza, una comunicazione, un contatto qualsiasi. 441

Non più urla di dolore al defunto, non più singhiozzi al moribondo, già! in ospedale non si può urlare. 442

Non vi traballa la terra sotto i piedi, cari filosofi attuali? 443

Fino a quando saremo così ottimisti nel mettere al mondo altri esseri umani? 444

Ha qualcuno di voi obiezioni contro il segreto industriale? 445

Tolto quanto ci ammanniscono i media, non abbiamo nulla da dirci, non abbiamo esperienze comuni su cui conversare. 446

Che pena l’Adda senza un filo d’erba lungo la riva. 447

Si abituerà il corpo umano alle alte velocità così come si è abituato a mangiare patate? Fino a quando i bambini vomiteranno in auto sarà innaturale superare la velocità di un cavallo. 448

Neanche la forza di protestare mentalmente. 449

Al taglio del nastro non assistono gli angeli.  450

Male, molto male, l’artista professore. 451

Possiamo dimostrare che ci basta il pane quotidiano per essere più felici di loro. 452

Nasciamo e moriamo più o meno allo stesso modo di libellule e picchi. Cosa avremmo di tanto diverso da loro oltre la vita e la morte? 453

Un gatto seduto sul cassonetto dei rifiuti e le stelle a contemplarsi. 454

Reliquie di santi ed eroi, adesso di atleti, cantanti e attori. 455

Che libertà di pensiero se non riescono a organizzarsi un viaggio senza l’agenzia? 456

Il successo, l’arte asservita al potere. 457

Le Muse non danzavano in Accademia. 458

Le parole erano cose, ora le cose sono parole. 459

Socrate si rifiutava di scrivere. 460

Cosa puoi scrivere d’interessante se scrivi per pubblicare? 461

Mai dirti dove va, perché va, quando va, va talmente che, benché vada, quell’insetto strano che m’è entrato in casa, ti danno solo la classificazione e un nome che se lo pronunzi al bar ti ridono in faccia. 462

O Musil, o veli di donna! 463

L’elettroshock è per costoro una cura della pazzia. 464

Invece di entrare nelle grazie delle Muse, l’artista odierno le prostituisce. 465

Scuole, università, accademie, luoghi di irreggimentazione. La vera scuola sono i media, luoghi di rincoglionimento. 466

Quanta gratitudine negli occhi di una donna alla quale hai appena terminato un bel ritratto! 467

Accanimento di Nietzsche e Schopenhauer nello svelare quanto Chuang Tse preferisce velare! 468

Se usi e costumi di una volta erano roba da matti, ora sono roba da criminali. 469

I Persiani, come ci riferisce Erodoto, prima di discutere affari importanti si ubriacavano. 470

In duemila anni di civiltà cristiana non ho trovato un verso a un gattino che, come il mio in questo momento, fa le fusa. La poesia orientale sarebbe stupida. 471

Non capisco come nessuno si spaventi alla vista di una macchina, mentre tutti si spaventano alla vista di un insetto. 472

La morte è una notizia che riguarda quella degli altri. 473

A Socrate non resterebbe da imparare a suonare la lira, ma da farsi discepolo del suo discepolo Diogene. 474

Non hanno nulla da obiettarti, Leopardi, e se ne escono col fatto che non ti lavavi. 475

Per costoro anche Dio è un affare. 476

Sorella morte, vieni a prendermi quando vuoi, ma sarebbe un dono morire a causa di un insetto invece che di una macchina o di un cancerogeno. 477

Morire a causa di un insetto è già un morire per una causa. 478

Da una cinepresa, da una telecamera  non bisogna solo difendersi, bisogna fuggire. 479

Non riusciranno a concepire come si possa sedere senza una sedia, cacare senza un cesso e lavorare senza un macchinario. 480

Se vuoi fare qualcosa di naturale, ci sono le agenzie turistiche. 481

Hanno iniettato la droga in un ragno. La tela che ha fatto era completamente diversa dal solito. Il ragno ha solo il filo per agire sul mondo. 482

Quando inizia a perdere interesse al gioco, il gattino diventa cacciatore, l’uomo diventa una persona per bene. 483

Dante non avrebbe vinto il Nobel. 484

Nessuna gioia dell’uomo potrà ormai essere spensierata. 485

Neanche la più utile delle costruzioni doveva essere fatta a spese del gufo reale. 486

Di movimento naturale non ci resta che l’atto sessuale. E forse neanche quello. 487

Finiranno per far credere che i dipinti delle grotte preistoriche sono stati finanziati dai capitalisti dell’epoca. 488

La natura non funziona come una macchina. 489

Ci hanno espropriati della memoria orale. 490

Nei paesi sottosviluppati la strada della libertà passa attraverso la cravatta. 491

L’eredità! Se nella tomba si lasciavano al morto tutti i suoi beni e se ora non gli si lascia nulla, o gli eredi attuali sono ladri o era ladro il morto di una volta. 492

Se oltre alle notizie ci comunicassero dove, quando, da chi le hanno comprate e a quale prezzo, farebbero meno notizia. 493

La bandiera di un Stato sarebbe più utile se si limitasse a indicare la forza e la direzione del vento. 494

Cosa restituire alla madre terra? Neanche il nostro cadavere le restituiamo. 495

Se Stendhal consigliava l’ingresso in società con un duello, ora lo consiglierebbe per uscirne. 496

I cani si appartano quando stanno per morire. 497

Un buon romanzo usa la trama come pretesto, lo sanno bene Gogol, Dostoevskij, Musil, Čapek, Ortese, Pasolini, Pavese, Miller, Melville… 498

Ve lo immaginate un Diogene masturbarsi, invece che al mercato di Atene, in un odierno supermercato? 499

Pure il nibbio ha la sua Weltanschauung. 500

Se gli aforismi sono le pietruzze di un mosaico, questo è la pietruzza dello sguardo. 501

Perché non chiediamo a Tiresia di imparare a guardare senza la vista? 502

Nessuno mi perseguita per aver ucciso un pipistrello. 503

Intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 504

La generazione dei grilli canterini sia con voi. 505

Il sapere, un albero che cresceva, è ora un prodotto destinato al macero. 506

Costoro se la ridono se parli di castità. 507

Vituperiamo caste e gerarchie, noi ci basta una sola, tra chi ha denaro e chi no. 508

Sembrava che non sapesse Esiodo, retorica sembrava, quel che dicesse di gioghi a buoi e di morsi ai cavalli. 509

Se il cattolicesimo non fa santo un don Milani, un don Tonino Bello o un Alex Zanotelli, cavoli suoi. 510

Rinunziare alla basilica di San Pietro piuttosto che avere a che fare col capitalismo. 511

Le masse borghesi si stanno gonfiando, non c’è argine che tenga. 512

Il pensiero della morte potrebbe nobilitarci. 513

Troppo abbandono, troppa passione, troppa dedizione per una donna, finisci per farle provare disgusto. 514

Il disfacimento totale non presenta segni, ecco che nessuno lo nota. 515

Le Pleiadi. 516

Lo Shakespeare, il Göthe, l’Hugo, il Manzoni della letteratura americana? Paperino. 517

Cos’è quella specie di caleidoscopio che appare se chiudi gli occhi e tenti di guardare nel buio? 518

Per emergere dalla massa non basta sollevarsi sulla punta dei piedi, bisogna calpestare o salire addosso gli altri. 519

Per costoro chi si sacrifica per un altro è un fesso. 520

Il dio dei bivalvi verrà a riprendersi le perle, o no, Prévert? 521

Quando gli uomini temevano la natura non temevano se stessi. 522

Qualche fiore, qualche animale che somigli a Pasolini? I geni scontrosi non fanno figli. 523

In nome della conoscenza lei sa spezzare il collo a un topolino vivo, mi ha fatto vedere come si fa, basta premere indice e pollice sulla prima o seconda vertebra, così mi pare di aver capito. 524

Se in amore perde chi ama di più, non è una sconfitta. 525

Un pensiero profondo è un pensiero che non si vuole portare alla luce. O non si può, così vuole la buona educazione. 526

Sì, Dostoevskij, è vergognoso voler vivere più di quarant’anni. 527

Ha la capacità di esprimere meglio di tutti gli altri quanto già esprimono tutti gli altri, eccolo il nostro scrittore. 528

Cristo amò pure i suoi nemici, ma come Kohlhaas nulla concesse loro. 529

Stonata la presenza umana nel concerto della natura, un impiastro nel paesaggio, uno schiaffo al mare, sputi su pianure e montagne da quando sono comparse metropoli, fabbriche, autostrade, gallerie, ciminiere e impianti. 530

Per quanto abbiamo mezzi di comunicazione a bizzeffe, siamo muti, non siamo capaci di entrare in confidenza con chi ci sta attorno. 531

Accecata e offesa la notte da fari e lampioni. 532

Pezzi di ricambio, da un lavoro a un altro, da una città a un’altra, da un girone d’inferno a un altro. 533

Un uomo può ora commettere crimini comodamente seduto in poltrona, premendo pulsanti. 534

Potresti ancora dire, Thoreau, “Sono felice che vi siano i gufi”? 535

Valgono di più le urla di Göthe sul letto di morte che tutta la sua opera monumentale. 536

Esterrefatto il dio degli insetti. 537

Parlavano e discutevano nella mia stessa lingua, ma non si capiva nulla lo stesso. Bulgakov. 538

Non scrive quello che sente, ma quello che vuol far sentire. 539

Per aver smarrito tutta la poesia dell’universo, dobbiamo proprio aver accumulato dei crimini che ci hanno resi maledetti. Simone Weil. 540

Secondo le regole igienicosanitarie imposte dagli industriali il latte munto da Abramo non era a norma di legge né lo era quello di Abele e del buon pastore evangelico o di chi volete voi. 541

Vox populi vox Dei. Il popolo, soppiantato dalla massa, è morto. Così Dio è rimasto senza voce. 542

Potrà dire la terra che siamo stati come dice di dinosauri e nummuliti? Resterà di noi soltanto il cemento armato e il bitume? Su di essi i sedimenti si poseranno per seppellirli lentamente. Nuove rocce nasceranno dalle viscere della crosta. Resterà pietra su pietra? Facciamo ancora parlare le pietre? Cos’altro di noi resterà? La nostra immondizia lasceremo seppellire sul fondo del mare, ci penseranno molluschi, alghe, briozoi e radiolari a ricoprirli e a forgiare nuovi fondi marini. Cos’altro resterà di noi? Resteranno nello spazio i nostri ferri vecchi a vagare o a scontrarsi con code di comete. Sarà mai un incontro? 543

Chi usa parole profonde per cose superficiali e chi parole semplici per cose profonde. 544

Il pubblico di Omero? Quattro gatti. 545

Pochi luoghi dove recitare una poesia. 546

La scienza è diventata così ramificata e specialistica, che, se volesse guardare una bella donna, la sezionerebbe. 547

Alle donne si attribuiscono difetti che potrebbero essere quelli dei tuoi amici. 548

Non si vuole ammettere che nell’ebbrezza si hanno pensieri più profondi che in ufficio o alla catena di montaggio. Per lo meno si perde il senso degli affari. 549

Non sapremo mai cosa pensassero dell’ornitorinco i Tasmaniani sterminati qualche secolo fa e quale nome gli abbiano dato. 550

Via Manzoni, Göthe, Hugo, Fellini…, via Pasolini? Villon? Artaud? Jarry? Zappa? 551

Comunione dei santi, Nietzsche, Leopardi, Dostoevskij. 552

A cosa è servito tanto pensare, tanto cercare, tanto interrogarsi, se poi si scopre che Parmenide è letto meno di un titolo in borsa? 553

Se pensi, c’è qualcosa. Se non pensi, non pensi neanche il nulla. Se pensi il nulla, non puoi determinarlo; puoi comunque determinare l’essere del pensiero. Parmenide. E Cartesio si affretta a dimostrare che lui esiste. 554

Non ci meravigliamo, come gli egizi, del sole che sorge, tanto meno lo ringraziamo. Lo salutassimo almeno! 555

Zappa non è solo musica, è il nostro Omero e, come per Kierkegaard, il nostro Mozart. 556

Un’enciclopedia storica dell’America non esprimerà quanto 200 Motels. 557

Non basterà la scienza a spiegare le pupille e le maschere di serpi, volpi, gufi, ricci, ratti e rospi disegnate sulle ali di una farfalla. 558

La specie umana non è più all’altezza della situazione, non ha ancora finito di dar nomi alle cose e già si mette a manipolarle. 559

Se vuoi morire di noia, leggiti, a parte Fabre e qualche altro, un trattato di entomologia. 560

Hai raggiunto il benessere e ti accorgi che manca qualcosa.  561

La bomba atomica, calma ragazzi, sarà usata solo a fin di bene. 562

Più bisogni? Più attrezzi. Più attrezzi? Più bisogni. 563

Se in metafisica fissi dei punti fermi, devi avere il coraggio di scalarli. 564

Grazie a Zappa finalmente la musica ha le parole che si merita. 565

La nostra igiene è un insulto alla sporcizia del mondo. 566

Ho l’impressione che i filosofi attuali si trovino con le armi spuntate di fronte all’evolvere delle cose. 567

Umanità, che presunzione, il più alto ideale a cui si appellerebbe un redentore. 568

Su spazio e tempo i sogni non hanno ancora detto la loro. 569

L’amore di uno scimpanzé nello spulciare un suo compagno. 570

Se il saggio non si arrabbiava mai, sapeva che prima o poi ci si dava la zappa sui piedi. 571

Hanno la bocca storta a forza di mentire. Bulgakov 572

Se non ti aggreghi sei fottuto. 573

La nostra società è costituita da persone per bene. 574

Se non abbiamo poeti è che non ne siamo degni. 575

Sarebbe l’istinto a guidare l’orso mentre cerca granchi sotto i sassi, l’istinto a fargli sollevare il sasso, l’istinto a passare a un altro sasso, ma in nessuna delle sue azioni si possono trovare differenze con quelle di un uomo nello stesso intento. 576

L’onore offeso veniva riparato col duello. È meno barbaro denunziare e chiedere il risarcimento in denaro? 577

Meno male, le stelle non sono fisse come credevano i tolemaicoaristotelici. Ma più interessante è che le costellazioni sono più o meno le stesse che vedeva Omero. E chissà quali vedevano gli archeopterix. 578

Enorme vantaggio, “questa cosa la so fare pure io”. 579

I lampioni notturni sono spenti. Sono felice. Finalmente rivedo la Via Lattea, la nostra Galassia! 580

Tutto scorre, Eraclito. Tutto è, Parmenide. La stessa cosa. 581

Alla fine la logica si accorge che non riesce a stabilire la verità di una sola proposizione. Ha bisogno anch’essa di una convenzione. 582

Secondo costoro in paradiso sono tutti sfaticati. 583

Costui non rischia neanche una partita a scacchi, se si vergogna di perdere non sa neanche vincere. 584

Ci siamo liberati di dei e dee, di miti e superstizioni per credere in atomi e Big Bang. 585

Accetto una sola luce abbagliante, quella del sole, le altre insultano gli occhi. 586

Alla ricerca di uno stile mentre la casa sta bruciando! 587
Può fare l’uomo sogni felici se il mare è infelice? 588

Meglio suonare per l’eterottero che da giorni sta sulla mia tenda, che per il pubblico in abito da sera. 589

Va a finire che un filmato sulla realtà dei fatti è meno vero di un film di fantascienza. 590

La storia sta diventando il pettegolezzo del giorno successivo. 591

Possedendo tutto non basterà mai nulla. 592

Fa ancora parte del dolore del mondo il dolore dell’uomo? 593

Quando ci accorgeremo che il progresso è un falso idolo, tutti gli dei saranno già fuggiti dalla terra. 594

Illusi di creare con la tecnologia un nuovo paradiso terrestre. 595

Gli storici non raccontano la storia, se la contendono. 596

Se c’è una sostanza del mondo, è il senso degli affari. 597

Le colpe dei figli ricadono ora sui padri. 598

Cristo non fu schiaffeggiato per aver detto il falso, ma perché non aveva chinato il capo davanti al gran sacerdote. 599

Dove sono andati a nascondersi gli dei del lontano oriente? Nei bonsai? Non si accorgono che vengono messi in commercio? 600

Chi si ammala è colpa sua, non si è sottoposto a medici e a macchinari diagnostici. 601

Parecchi giorni prima di partorire la gatta cerca in ogni angolo della casa un posto tranquillo per la nidiata. 602

Arida e deserta la terra nel Devoniano, ma non deturpata. 603

Non era il salvatore dell’uomo anche il salvatore del mondo? 604

Mille elefanti in un ettaro fanno meno di mille inquilini. 605

Quando Cristo tornerà sulla terra non troverà altro che uomini alla sua destra e uomini alla sua sinistra. 606

Omero cantava quanto già si cantava da tempo. 607

Viene abbattuta una chiesa del seicento così come viene incendiato un bosco, è proprio mania di autodistruzione. 608

Il mormorio della pioggia notturna non è generico. 609

L’uomo parlava con gli animali. In che lingua? 610

Non si può guardare con disprezzo la fine dei dinosauri, potrebbe succedere alla nostra. 611

Crediamo nel progresso. Che preghiere gli facciamo? 612

Impunemente crede in Dio il cristiano di oggi. 613

Cristo, iracondo con demoni, scribi, farisei, è infuriato coi mercanti. 614

Che esperienze abbiamo delle notizie? Finiamo per non avere esperienza delle persone e delle cose che ci stanno attorno. 615

Accumuliamo proprio come voi, amiche formicuzze? 616

Immaginiamo un pezzente che ostenta, come scienziati, politici e giornalisti, gli alti princìpi morali di Kant. 617

Bel vantaggio, l’opinione pubblica al posto di fede, miti, superstizioni e credenze! 618

Quanto Pascal trova di meraviglioso nell’uomo potrei trovarlo nell’insetto. 619

Le notizie venivano trasmesse tramite banditori, canti, racconti, storie, aneddoti. Adesso si comprano. 620

Per conoscere te stesso devi diventare un altro. 621

Non sopporta la vista di torture, esecuzioni, detenzioni, bombardamenti, crudeltà. Il borghese delega gli altri, non si sporca mai. 622

San Michele occupa una grotta abitata dagli dei del paleolitico. 623

Se il nido di un uccello è un’opera d’arte, il concetto di arte per l’arte è una corbelleria. 624

Vorrei proprio sapere se lo zucchetto di vescovi ed ebrei serve più a mantenere un contegno che a proteggere la nuca. 625

I nostri storici non sanno raccontare né fare i cantastorie. 626

Abbi pietà di noi, buon curato Yorick. 627

Antares col suo colore d’arancio non potrà più dire la sua. 628

C’è differenza tra il dolore di un uccello a cui hanno incendiato il nido e quello di un uomo a cui hanno incendiato la casa? 629

C’è differenza tra gli atomi di prima e dopo la morte? 630

Che il peccato di Adamo richiedesse un redentore non ne sapevano nulla i trilobiti. 631

Non c’è proprio altro modo per distruggere la plastica: il fuoco di Eraclito. 632

Incapacità di immaginare un sistema economico meno indecente. 633

Lo schiavo invocherà il funzionamento delle fabbriche e i profitti del padrone, lo ha deciso Hegel. 634

Per ebrei, cristiani, stoici, musulmani, umanisti, razionalisti, illuministi, positivisti, l’uomo è il fine del mondo. Dunque anche la fine. 635

Per me il Bufo bufo è bello. 636

Prostituiscono la loro penna al migliore offerente. 637

Il sogno ci mostra diverse varianti e alternative alla vita che meniamo da svegli. 638

I protestanti hanno avuto anch’essi il loro Pascal, ma Kierkega-ard è meno addomesticabile. 639

Trovi un fossile, quello è vissuto molto prima delle nostre percezioni e rappresentazioni del mondo, certi filosofi non hanno mai visto un fossile. 640

Rispetto alla memoria orale, la testimonianza scritta è datata. 641

Lo Stato tenta di imporre una memoria collettiva, e ci riesce. 642

In poche decine di anni scompaiono lingue e dialetti parlati per millenni. 643

Forma e contenuto. Sufficiente il bicchiere a dissetarsi? 644

Dissetava l’arte, ora ubriaca. 645

Sopporta la crosta il peso delle nostre città? 646

Illinois Bandit  mi ricorda la musica di Dioniso. 647

Leopardi non andava a scuola. 648

Gerghi e dialetti sono più vivi delle lingue nazionali. 649

Se i filosofi scrivessero in versi, non partorirebbero topolini. 650

Comprato un bonsai, l’ho liberato nel mio boschetto. 651
Ciò che vogliono le masse lo decidono i media. 652

L’uomo si crede superiore agli altri animali da quando ha smesso di parlare con loro. 653

Peccatori dal confessore, malati dallo psicanalista. 654

Perdere la verginità col preservativo. 655

Anche il coniglio sa incutere paura, batte la terra con le zampe posteriori e fa vibrare il suolo come un tamburo, un gelo ti solca la schiena. 656

Per la psicanalisi Cristo sarebbe un esaltato. 657

Qualsiasi pastorello sa distinguere meglio di un fisico una rondine da un balestruccio. 658

Credo solo a storie i cui testimoni si farebbero sgozzare. Pascal. 659

Sfilacciati rapporti di parentela a vantaggio di quelli di potere. 660

Il silenzio di questi spazi infiniti mi atterrisce. Pascal. Leopardi. Ora sono spazi da attraversare con un’astronave. 661

Desiderio di vivere più a lungo per vedere nuovi aggeggi tecnologici più che per veder crescere figli e nipoti. 662

Frequenta mostre, concerti, teatri, musei, ma poveraccio è solo un sacco pieno di soldi. 663

Questo è il progresso, la sedia elettrica al posto del rogo. 664

Scienze umili (paleontologia, etologia) e scienze presuntuose (fisica, chimica). 665

C’è qualcuno tra voi che abbandona tutto, ville, proprietà, aziende, affari, regala tutto ai poveri e se ne va a vivere in una spelonca? 666

Mani, zampe, zanne, nasi, lingue. A che servono le antenne degli insetti? 667

I nostri commerci e le nostre industrie non hanno rivali, hanno la bomba atomica dalla loro parte. 668

Alla fine avremo solo le ultime notizie. 669

Il ragno che tesse su un’antenna non la scambia per una pianta, la fa diventare pianta. 670

Pare che Pegaso 51 abbia un pianeta. 671

Incatenati ai divertimenti offerti dal mercato, non riescono a divertirsi tra loro. 672

Cosa conosciamo dei nostri progenitori? Possiamo risalire ai sei settemila anni delle prime città. Qualcosa dei progenitori più antichi potevamo saperla dalle ultime culture primitive rimaste. Abbiamo preferito dar loro a bere il nostro dio. 673

Il salario, il fine di un lavoro da schiavi. 674

Una tipula, immobile da giorni sul muro. 675

Neanche la morte ci riconcilia con le cose. 676

Vediamo istinti nell’uomo ubriaco, innamorato, adirato, affamato, assetato, non ne vediamo quando ragiona, studia, calcola, prega, pensa, medita. 677

Sacrilego spreco del cibo e delle risorse terrestri. 678

Con la perdita del dialetto non perdiamo solo la lingua ma anche la libertà di esprimerci diversamente da come vorrebbero costoro. 679

Il cristiano va ancora in paradiso, ma lascia la terra nella merda. 680

Tollerano ogni tipo di rumore, ma denunziano chi possiede un gallo che canta. 681

Il gallo non vede di notte, così saluta fragorosamente il giorno. 682

È vero che se metti dei cani in un campo sportivo non sanno che la palla bisogna buttarla in rete, ma si divertono più di noi. 683

La carcassa di un elefante nutre, quella di una macchina sporca. 684

Non posso parlare di filosofia col mio gatto, ma sto meglio con lui che con un Kant. 685

La scienza produceva spirito, adesso denaro. 686

Di pessimo gusto schiacciare uno scarafaggio. 687

Più disgustosi di politici, industriali e giornalisti, sono artisti e scienziati che non vedono né sentono quanto sta loro attorno. 688

Dei sogni non capiamo nulla né riusciamo a descriverli, eppure siamo noi che li facciamo. 689

Ciò che dobbiamo conoscere lo decide la ricerca scientifica. 690

Quello sviscera i pensieri più reconditi, quell’altro li seppellisce. 691

L’aforisma ride, sorride, si meraviglia, s’interroga, urla, sputa, sussurra, sbadiglia, e qualche volta si abbassa a ragionare. 692

Una goccia di pioggia è un secchio d’acqua per la formica. S’è mai fatta sorprendere da un acquazzone? 693

Carriera e successo a scapito della cura di bambini, vecchi e malati. 694

Torneremo a chiederci quanto si chiedevano i primi uomini. 695

La prima cosa che pensa costui vedendo un gruppo di persone è come diventare il loro caporione. 696

Falso e ridicolo il cosmo così come lo intendevano la fede e il mito, avvilente e offensivo così come lo intende la scienza. 697

La scienza spiega il mondo, il mito gli dava valore. 698

Anche Einstein, come Archimede, ha fatto la sua scoperta nel bagno, l’uno immergendosi nell’acqua, l’altro osservando bolle di sapone che si attraggono. 699

L’allevatore ha più paura del lupo che di chi gli impone il prezzo del latte. 700

Se il lettore trova oscuro un aforisma, era oscuro anche chi l’ha scritto. 701

Il giorno s’inoltra in una notte senza stelle e la notte in un giorno senz’aurora. 702

Non si può parlare delle donne in generale senza dire fesserie o senza apparire misogini. 703

Manzoni, sicuro e rassicurante, proprio come promettono i nostri governanti. 704

La parentela linguistica degli indoeuropei potrebbe dipendere da incontri fra culture diverse, non da una presunta popolazione originaria. 705

Pavimenti. A me sa di apocalittico che un isopodo caduto a zampe per aria, per la prima volta dopo milioni di anni, non sappia rimettersi sulle sue quattordici zampe. 706

Riusciamo a datare il cranio di un Neanderthalensis e non capiamo che menava una vita più sana della nostra. 707

Qual era il pubblico del pittore rupestre? 708

Lanciano sul mercato un nuovo prodotto senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul mercato senza le sostanze cancerogene dello stesso prodotto che l’anno prima era stato lanciato sul merc 709

Api, vespe e formiche sarebbero condannate anch’esse a procurarsi il cibo col sudore della fronte. 710

Acqua intubata, i passeri vanno a berla nei sottovasi dei balconi, le vespe a pomparla col posteriore. 711

Mamma gatta ha subito accettato un gattino abbandonato, lo pulisce e lo allatta come i suoi figli. Secondo costoro non sa contare. 712

Il medico di un villaggio cura tutti i malati, quello di una metropoli una sola malattia. 713

Se all’origine dell’uomo c’è un peccato, il redentore è arrivato troppo tardi. 714

Miriadi di leggi di Stato non possono non contraddirsi. 715

Se una nuova invenzione tecnologica funziona non vuol dire che è valida la teoria scientifica che ne sta dietro. 716

Lì dentro c’era l’albero della conoscenza del bene e del male, non quello del bello e del brutto. 717

Rimbaud vittima del primo cancerogeno. 718

Noi maschi perdiamo lo strillo acuto di quando eravamo bambini; lo stanno perdendo anche le donne. 719

Cartesio non ha mai osservato un animale per più di cinque minuti, mentre Rousseau aveva il tempo di raspare il terreno a osservare il germogliare di un seme. 720

Lucifero voleva essere simile a Dio, noi ci siamo sostituiti a Lui. 721

Qualsiasi scimpanzé sa distinguere meglio di noi cittadini un frutto selvatico buono da uno cattivo. 722

Finiremo per conoscere soltanto le ultime notizie. 723

Come mai usciamo stanchi da una macchina o da un treno pur essendo stati seduti e senza far niente? Che bugie ci raccontate, scienziati, a tale proposito? 724

Illusorio predire la fine del cristianesimo; una religione non si estingue, si ambienta. 725

L’aforisma ha il vantaggio del proverbio: niente obiezioni. 726

Vai per informarti sulla vita degli animali e te li presentano solo mentre sbranano, divorano, orinano, montano. 727

L’aforisma è individuale, il proverbio collettivo. 728

Vedo giocare con arte le taccole in volo col vento. 729

Il cattivo amico di un innamorato lo ascolta con sufficienza. 730

Cosa non conosceremmo di Roma senza Marziale meno che senza Cicerone? 731

Amo le pietre. 732

Istinto, moto locale, origine dell’universo, selezione naturale, lotta per la sopravvivenza, anche la scienza ha i suoi concetti metafisici. 733

Fossili, reperti archeologici, pietre preziose, legni pregiati, come refurtive, in miriadi di appartamenti, residenze, ville. Non preoccupatevi, amici, la terra se li riprenderà. 734

Sembra che la scienza attuale sia imbelle senza finanziamenti e senza strumenti tecnologici. 735

Quando tutta la nostra monnezza sarà sprofondata nel suo ventre, la terra produrrà nuove rocce e, chissà, nuove gemme. 736

Quante specie hanno superato qualche dozzina di milioni di anni sulla faccia della terra? 737

L’al di là è più appagante dell’inesistenza, chi non ci crede si accontenta di tornare pietra. 738

All’inferno ci si abitua. Ci stiamo abituando. 739

L’io penso di Cartesio basta il sogno a contraddirlo. 740

Platone si poneva problemi, noi abbiamo certezze. 741

Basta cambiarne il nome e puzza di meno: sterco, feci, cacca, escremento, letame, deiezione, escrezione, copro… 742

Sognare cacca è sognare denaro, o no, Sigmund? 743

Le cose certissime sono tante, la più certa neanche una. 744

E intanto le galassie continuano la loro corsa forsennata. 745

La cacca serviva da concime, ora è solo merda. 746

Falsa disinvoltura l’attore in giacca e cravatta. 747

Le attrici di Barba non si depilano, ma sanno riportare gli dei sulla terra. 748

Cristo ci ha invitati a vivere come i passerotti, noi li costringiamo a vivere come noi. 749

Il nostro padrone è presente in ogni luogo, i suoi marchi di produzione li troviamo anche nel cesso. 750

Abbiamo iniziato con gli animali prima di imprigionare i nostri simili, abbiamo iniziato con gli animali prima di sezionare il corpo umano. 751

Invoca ancora Dio la musica sacra? 752

Se il generale è generico il particolare è stupido. 753

Non il medico, il macchinario decide se sei malato. 754

Per la prima volta nella storia sappiamo dove andiamo. 755

Potevamo scandagliare il sesso, ci siamo invece arenati nella psicanalisi e nella pornografia. 756

Per trovare sguardi espressivi, più facile trovarli in cani, gatti e gorilla. 757

Se non abbiamo tragedie è che non sappiamo neanche ridere. 758

Agostino attacca gli scettici per salvare il dogma, non per salvare la verità. 759

Vorrei proprio sapere che concetti avremmo senza aver mai udito una parola. 760

Il mentitore non viene messo a tacere da un sistema che gli impedisce di formulare la sua antinomia. 761

Maschere. All’ipocrita per mentire, all’attore per rappresentare, al sacerdote per simboleggiare, a Dio per rivelarsi. 762

La nostra meraviglia di fronte al cielo stellato non è superiore a quella dell’antico egizio, noi sapendo che è la nostra galassia, quelli immaginando un baldacchino da cui pendono le stelle. 763

Non è sconvolgente che un numero irrazionale sforni decimali all’infinito? Solo i pitagorici ne erano sconvolti? 764

Non possiamo impedire ai nostri sogni di trasformarsi in incubi. 765

Ovunque le prime religioni vedevano Dio, ovunque le ultime religioni vedono uomini da convertire. 766

Tra miliardi di scimpanzé è ridicolo l’atto sessuale. 767

Chi predice la fine del mondo, non fidatevi, ragazzi, non si accorge che è già iniziata. 768

Del resto amiamo più con gli sguardi che col sesso. 769

All’industria si dà il merito del progresso tecnologico, basta la lampadina di Brecht a smentire. 770

Stai per crepare e osi continuare a gestire la sorte di miliardi di uomini! Un bambino saprebbe farlo meglio di te. 771

Eraclito sprezzante! 772

Non sappiamo più cos’è il mondo, coperto com’è di parole. 773

Scrivere solo pensieri ridotti all’osso, ci restano le ossa. 774

Se non facciamo parte di un disegno divino, rischiamo di fare la figura di brutte comparse nella storia della terra. 775

Esami comuni a tutti gli alunni del mondo allo scopo di ottenere gli uomini più comuni possibili. 776

Antonello da Messina sarebbe oggi un Pollock. Chi meriterebbe un ritratto? 777

Grave l’uomo quando si vide superiore agli altri animali! 778

Che spiriti liberi potranno essercene un giorno, di ciò vorrei essere l’ultimo a dubitare. Nietzsche. 779

I bambini prodigio dipingevano cerchi a mano libera o scrivevano musica e versi, ora risolvono quiz. 780

Gli nomini Zappa e non sente nulla. 781

Attento ascolta il mio gatto l’abbaiare di cani nella notte. 782

Una sola obiezione: la cosa m’impedisce di guardare le stelle. 783

Ridicoli appariranno i nostri più alti valori, più ridicoli di quelli dei trogloditi. 784

Platone verrà qui a giudicarci. 785

Un corredo di menzogne ai bambini appena iniziano ad andare a scuola. 786

La storia, cari storici, non sono notizie. 787

Un popolo con molte leggi è più schiavo di un popolo senza leggi. 788

Urlavi e almeno le stelle parevano ascoltare. 789

Sembra greco l’uomo più illuso, dunque, Leopardi, il più felice. 790

Poveri meteoriti, minacciosi colpevoli di estinzioni! 791

L’età più bella è per chi l’ha persa, non per chi ci sta dentro. 792

Ci si poteva illudere di passare alla storia bruciando un tempio. 793

Non siamo testimoni di nessuna delle notizie che ci danno. 794

Non si può ragionare, ha ragione solo chi detiene il potere. 795

Che il dio degli artropodi mi accolga nel suo regno. 796

In Platone si sente un odore di antiche sapienze. Con Aristotele si inizia a incasellare, definire, sistemare conoscenze, come se queste fossero separabili dai sentimenti, dalle passioni, dalle fantasie, dalle aspirazioni. 797

Tutto organizzato affinché nessuno possa sentire urla o possa vedere strepiti di agonizzanti. 798

Proprietà di linguaggio. Niente metafore, capito, ragazzi? E guai agli anacoluti. 799

Muoiono gli olmi d’Europa, nemmeno un bagolaro al loro posto. 800

Vedremo che avere un cielo stellato vale di più che avere la pace universale che ci promettono costoro. 801

Con quattro frammenti Eraclito parla più di un Kant. 802

Come e dove accarezzare una tartaruga lo sanno solo le tartarughe. 803

Quanto orgoglio in un rapace ferito! 804

Si bestemmiava Dio. Se ora l’uomo è dio, bisogna bestemmiare l’uomo. 805

Dell’uomo bianco potranno ricordare soltanto il naso lungo. 806

Potremo sempre chiedere suggerimenti ai bambini. 807

Restare nascosti come diamanti, che ce ne facciamo del successo? 808

Divorata la madre, divoreremo noi stessi. 809

Seneca era troppo pulito per fare il politico, adesso per fare il filosofo. 810

Canta l’assiuolo durante la pioggia? 811

Una religione come il cristianesimo, che predica l’estremo, ha finito per trovarsi all’estremo opposto. 812

Un treno su cui mi piacerebbe viaggiare è quello di King Kong. 813

Borghesi. Con il nostro mastodontico giro di affari possiamo decidere i sogni del mondo. 814

Ciò che resta di noi in cento anni. In mille anni. In diecimila anni. In centomila anni. In un milione di anni. 815

Un essere che produce tanti escrementi dev’essere proprio malato. 816

Fare un esperimento della propria vita. 817

Da morto non conta più nulla, dopo una vita a contare di meno. 818

Potevamo realizzare il sogno dei Greci, una conoscenza smisurata del mondo. 819

Nel nostro mondo vecchi e bambini non contano nulla. 820

Un insetto campa poco da molto tempo, noi molto da poco. 821

Chi vi assicura che un cane non pensi dell’uomo “Gli manca solo l’abbaiare”? 822

Siamo mangiatori di polli spennati vivi, appesi al nastro della spennatrice. 823

Nella nostra civiltà progredita Kleist si butta da un ponte con la fidanzata, Van Gogh si spara e Marina Cvetaeva s’impicca. 824

Avete mai visto una formica mangiare? 825

Impossibile mantenere in piedi le nostre città senza distruggere tutto il resto. 826

Cristo non aveva una buona reputazione. 827

L’eleganza di stile è inutile se bisogna arrabbiarsi per affermare il vero. Pico. 828

La luce di candela si consuma, la luce elettrica consuma. 829

Mica a Eratostene veniva imposta la ricerca scientifica dalla regina d’Egitto! 830

Fa felice il ricordo del giorno uno sguardo di donna. 831

Pietà per le nuove generazioni, mai sapranno cosa vuol dire vivere senza macchine e senza l’imbonimento dei media. 832

Distici elegiaci a un grillo notturno. 833

Missa Luba. 834

Il paraurti di una macchina vale per costoro più di un cane. 835

Dante non è riuscito a immaginare un girone d’inferno come la nostra città. 836

Se sei sazio di diritti non hai fame di giustizia. 837

Ho i soldi, dunque sono. 838

Basta una maggioranza a promuovere leggi contro l’economia della terra. 839

La maggioranza ha l’istinto del proprio danno. 840

Fare l’ingiusto facendo il giusto o fare il giusto facendo l’ingiusto? 841

I dinosauri non avevano strade, così hanno potuto lasciarci le loro impronte. 842

Che ne dite, amici? Lo ammettiamo questo Tolstoj nella nostra compagnia? 843

Privi di memoria storica, gli americani scoprono ogni tanto un nuovo tipo di acqua calda. 844

L’aforisma si prova a farlo diventare proverbio. 845

Scopo dell’uomo. Sempre più umano. 846

La morte è un dato statistico. 847

Noi i nostri padroni li vediamo solo in televisione. 848

La scienza non sa che farsene della conoscenza che le mie dita hanno del pianoforte. 849

Combattevamo, cari illuministi, la retorica e la saccenteria di preti e accademici, per trovarci tra i piedi quella di scienziati e giornalisti. 850

Dillo chiaro e tondo, scienziato, non tu decidi le tue conoscenze, ma la tua azienda. 851

Egizi e Aztechi spaventati che il giorno dopo non sorgesse il sole. 852

Dice e non dice, così sarà punito più di chi dice e più di chi non dice. 853

Non fidatevi, parla con voce né alta né bassa, né lenta né svelta, né piano né forte. 854

Siamo sicuri che un insetto sia meno autocosciente di noi? 855

Meraviglia la tecnica, ma non si meraviglia. 856

L’autocoscienza è presente anche nei sogni, ma è impotente, non può neanche decidere quale sogno sognare. 857

L’istinto non è un concetto scientifico, è ideologico. 858

Non accettiamo la morte, pensiamo ad allontanarne il pensiero. 859

Non devi, attore, caricare di significati i tuoi gesti, altrimenti il dio trova il posto occupato. 860

Barba rifiuta le grandi platee. Lì mormorii e fruscii non possono sorprendere gli spettatori sprofondati in poltrona. 861

Occasioni per scrivere una poesia al minimo storico. 862

Verrà la morte, Pavese, e non avrà neanche gli occhi, li abbiamo persi. 863

Potessimo almeno urlare come Isaia, senza essere presi per pazzi. 864

Con le sue unghie corte non sembrano belle le sue dita, ma al pianoforte sembrano quelle di una dea. 865

Il soddisfacimento dei bisogni artificiali è inversamente proporzionale al soddisfacimento dei bisogni naturali. 866

Se un autore fosse unico e irripetibile, non avrebbe bisogno del copyright. 867

Tutte le notizie del mondo non fanno il pettegolezzo con il tuo dirimpettaio. 868

Il comportamento individuale è tendente allo zero del comportamento di massa. 869

Il racconto si è trasferito nella discarica di cinema, televisione e fumetto. 870

Bisogno naturale non necessario. Epicuro. Oh, poche ore di felicità e tanti giorni di tormento! 871

Hanno deriso il nostro vestire a lutto, già ridiamo dei loro funerali. 872

Che colpa ha Leopardi se è pessimista? 873

Non è simbiosi cavallo e cavaliere. 874

Machiavelli frequentava le osterie, lì di politica si capisce meglio che nelle corti. 875

Protetto dalle guardie del corpo non rischi pesci in faccia. 876

Parli difficile? Più facile mentire. 877

Se muore un cittadino si libera un posto. 878

Chi è diverso da loro è un’offesa. 879

Se Adorno non ha capito il jazz, il jazz non ha capito Adorno. 880

Bestemmie fatte passare per libero pensiero. 881

Ai padri non resta che constatare l’abisso che li separa dai figli. 882

Non sapranno distinguere le proprie idee da quelle altrui. 883

È come voler studiare le abitudini di un cane dopo averlo spaventato appendendogli alla coda una vecchia padella.  Jean-Henry Fabre. 884

Sarà facile a che miliardi di uomini abbiano le stesse opinioni di chi le impone. 885

Come se Gesù Cristo avesse espresso delle opinioni! 886

Moltiplicatevi e riempite la terra in progressione geometrica. 887

Indagare sulle cose divine è bello, ma ne hanno fatto un corso di studi universitari. 888

A parte la Vergine Maria, conosco solo madri atterrite dall’aver partorito un Nietzsche, un Baudelaire, un Rimbaud. Non lo avrebbe preferito banchiere la madre di Pasolini? 889

La possibilità di comunicare immediatamente con tutti gli uomini del pianeta finita in mano a quatto o cinque sporchi affaristi. 890

Non si capisce come l’essere superiore della terra abbia smarrito i meccanismi di autodifesa presenti anche nelle specie più umili. 891

Addomesticare il maggior numero di persone al minor numero possibile di gusti. 892

Ci esortano a non buttare nella spazzatura le schifezze che producono. Glie le buttiamo in faccia? 893

Beh, Voltaire, ci siamo liberati dei pregiudizi e delle superstizioni per cui ti sei dannato l’anima. E ora? 894

Nessuno si scandalizza se bombardano inermi città, tutti si scandalizzano se si manifesta contro. 895

Sono contento di abitare il più lontano possibile dall’ospedale più vicino. 896

Se ai capitalisti non va bene un governo, non scendono in strada a protestare, fanno crollare la borsa. 897

Ciò che conta nei sogni può non contare da svegli. Ma cosa conta di più? 898

Si crede più alla scienza che alla propria coscienza. 899

I bisogni di un eremita sono presi per attentati alla sopravvivenza della megasocietà. 900

Dietro l’alfabetizzazione c’è il cinismo del colono che deve sbarazzare il terreno per una nuova cultura. 901

Che pensieri può avere uno che ha gusti musicali così bassi? 902

Enorme larva d’insetto col posteriore a forma di testa di serpente. 903

Miriadi di notizie, ognuna la copia dell’altra. 904

Che le verità in logica e in matematica possano avvicinarsi a verità universali, non vuol dire che siano quelle di Dio. 905

Che pace possiamo attenderci da chi la promette armato fino ai denti? 906

Ti viene incontro il gatto perché tu gli apra la porta ed è l’istinto, ti viene incontro tuo figlio per lo stesso motivo ed è l’intelligenza. 907

Per costoro gli animali non sono altro che risorse energetiche. 908

Cure parentali estorte alle mamme e affidate allo Stato. 909
Valori di bottegai assurti a valori universali. 910

Sono ancora padroni del cielo, Aristofane, gli uccelli? 911

Non perdiamoci in chiacchiere, costoro preferirebbero che facessimo studi sui loro loghi aziendali. 912

Ci hanno espropriati delle nostre conoscenze per affidarci a quelle della loro scienza. 913

Non possiamo controllare alla fonte le notizie, sono in mano a un unico potere. Guardiamo il mondo da un unico punto di vista. 914

Della megasocietà non colpisce tanto l’avidità e l’edonismo, comune a tante altre società del passato, quanto la presunzione e la superbia. Neanche l’uomo di Babele era giunto a tanto. 915

Viene riconosciuto solo il prodotto che può essere messo in commercio. Chi consuma i prodotti del proprio orticello è un parassita. 916

È un ostacolo al sistema la molteplicità di lingue e dialetti, facciamo che chi li parli se ne vergogni. 917

Sempre meno cose, sempre più prodotti. 918

La conoscenza ha perso la felicità di conoscere. 919

Beati gli elefanti, non hanno il diritto di voto. 920

Il calore del nido di un uccello è incomparabile con la temperatura in gradi centigradi. 921

Cos’era, Silvio, l’età dell’oro? Il paradiso terrestre? Non era il tempo della naturalezza dell’uomo? Appena Adamo ed Eva si vergognano di essere nudi, diventano innaturali. 922
Sradicati dalla natura e imprigionati nelle nostre città crediamo di bastare a noi stessi. 923

Novalis sognava una chimica ben diversa. 924

Una mosca morente ai primi freddi d’autunno accetta la malattia e la morte con più saggezza di noi. 925

In inverno la gazza sposta il nido da un ramo a un altro se quello su cui era stato costruito si sta seccando. 926

Meno male, pare che sull’autocoscienza degli animali non si possano fare esperimenti tanto facilmente come sui follicoli piliferi. 927

Non è la grazia della marionetta di Kleist la stessa che sognavano i Greci? 928

Disegnare una donna nuda è per costoro più scandaloso che portarsela a letto. 929

Grave, in città non si sentono i propri passi. 930

Disse che la canzone era bella, bellissima, e che perciò non era commerciabile. Billie Holiday. 931

I nostri detersivi sporcano più di quanto puliscano. 932

Corpo vuoto. Oggetto di medici, scienziati, dietisti, psichiatri, terapisti, estetisti, produttori e mercanti di cosmetici, di vestiti, di scarpe. Ancora autosignificante, Silvio, il corpo? 933

La grazia di un ballerino sfuma in estetismo appena si compiace di se stessa. 934

L’estetismo è il colmo dell’affettazione, la grazia il colmo della naturalezza. 935

Civile, civiltà, civilizzazione, vuol dire cittadino, o no? 936

Tra innumerevoli notizie ci propinano solo quelle che contribuiscono a formare un’opinione pubblica. 937

Anche un dio incosciente non avrebbe concesso più di un macchinario ogni mille abitanti. 938

Guazzare nel mosto, come moscerini, con le stesse opinioni, gli stessi ideali, gli stessi gusti. 939

Solo la poesia ci permetteva di parlare con dignità delle stelle. Le stelle, ragazzi, non sono che esplosioni nucleari. 940

Leonida da Taranto, Camillo Sbarbaro, umili briciole, umili trucioli, umili licheni. 941

Incravattati. Si vergognano di me senza cravatta quando sono io a vergognarmi di loro. 942

Artaud, un teatro pericoloso. 943

Ciàule. Dare un nome alla taccola? Una volta lo suggeriva lei. 944

Non l’artista sceglie la propria opera, ma il pubblico che ha scelto il produttore. 945

Studiano il comportamento degli animali in cattività; perché non vanno in carcere a studiare quello dell’uomo? 946

San Francesco parlava con gli uccelli. Pure io. 947

Lennie Tristano si rifiutava di parlare coi giornalisti. Anche Dürrenmatt. Chi altri? 948

Si occupano della funzione dell’arte davanti al moribondo. 949

Un bambino che maltratta un animale bisogna picchiarlo. Lo dice Ceronetti. 950

Credevo di insegnarle i trucchi del sesso e sono finito suo alunno. 951

Ho il potere di parlare con una gazza, che me ne faccio della libertà di parola? 952

Non aveva diritti la donna, ma, angelo o diavolo, era sacra. 953

Costoro provano a dare un ismo al sessantotto. 954

Il pipistrello è rimasto con le ali accartocciate sulla testa. 955

Agivano gli uomini, non gli enti. 956

Oh, mio Dio, non si tratta di rivelazioni celesti! Bernanos. 957

Parrà un’impresa folle alzare la voce contro coloro che comandano. Dico folle, non eroica e neppure onorevole. Bernanos. 958

Possibile, Lorenz? Ti fai intrappolare dal quiz di un giornalista? 959

I profeti pensavano anche alla forma? Sicuramente vi pensava la Pizia. 960

Silenzio privo di mistero in banche e supermercati, silenzio sospetto come in covi di ladri. 961

Athene noctua cammina come un muride, veloce e ricurva in avanti. 962

Ciò che avveniva in milioni di anni lo si fa avvenire in un mesetto nei nostri laboratori. 963

Un unico dio, lo Stato, a scapito di tutti gli altri dei. 964

Negli antichi testi, egizi, biblici, non c’è ironia, neanche in Omero. 965

C’è del laido nella scienza, la psicologia. 966

L’ultimo macchinario diagnostico, non ridete, ragazzi, è sempre meno pericoloso del precedente. 967

Sterne sarebbe un sentimentale! 968

Si risparmiano perfino di pettegolare. Hanno delegato giornali, radio e televisione a pettegolare per loro. 969

L’essenza del jazz non è l’idea platonica del jazz, ma l’anima di Mingus. 970

Terra, inghiotti quello che è uscito da Te. Testo egizio. 971

La pratica del silenzio! Pitagora. 972

Ti concede il suo sesso, non i suoi occhi. 973

Dov’è un luogo rimasto sacro? 974

Per Artaud neanche uno che gli dicesse “Beato il seno da cui pendesti”. 975

Il riscatto dalla povertà dovrebbe basarsi sul disprezzo dei ricchi più che sull’espropriazione dei loro beni. 976

Piove. Bevono gli alberelli che ho piantato nel mio boschetto. 977

Erasmo europeo! Un insulto al suo pensiero. 978

Con la confessione il cattolicesimo controlla le coscienze; alla borghesia bastano spot, novità e notizie per controllare opinioni e pensieri delle masse. 979

Il teatro come istituzione immorale. Rilke. 980

Musil pronunzia un discorso in onore di Rilke, Valery in onore di Göthe. 981

Ignobile, per Göthe le insolenze subite da Kohlhaas sono argomento ignobile. 982

Meno male che nel mio paesino esistono ancora gatti randagi e che non esistono accalappiagatti. 983

Tanti morti, ma nessuna storia della loro morte. 984

Blake non aveva un editore. 985

La pazienza con cui veniva costruito un pianoforte o un violino era pari a quella di chi imparava a suonarli. 986

Senza protesi non si può nulla. Non sono protesi le macchine? 987

Solo se ti abbandoni, Pavese, solo se ti mostri nudo in tutto. Così finisci per apparirle un verme. 988

Non è il linguaggio di Platone quello che Kleist fa rivivere col suo teatro delle marionette? 989

Dov’è andata a finire tutta la forza che c’era nei canti popolari? 990

Per raggiungere la santità bisogna imparare a essere abbandonato da tutti. 991

Presunzione. Equilibrare, programmare, pianificare animali e piante di un bosco! 992

Diogene Laerzio: la ginnastica consisteva nell’impastare, macinare, lavare, trasportare. 993

I pipistrelli schioccano veloce la lingua sui denti. 994

Dopo aver programmato ogni territorio, programmano la propria rovina. 995

Non si può essere poeti senza insofferenza per la società attuale. Cristina Campo. 996

Una raccolta di pensieri di uomini in punto di morte. 997

Anche i moribondi vengono messi a tacere. 998

Se proprio si vuol valutare una civiltà, è il suo senso della morte.999

Osano attentare alla conoscenza con un sistema filosofico! 1000

La tecnologia doveva essere trattata coi guanti. 1001

Non sappiamo quasi nulla dei Traci. 1002

Non sappiamo qual è la destra e la sinistra, il sotto e il sopra, il prima e il dopo, solo l’utile conosciamo e per utile intendiamo l’immediato. 1003

Lasciare un figlio erede di che? 1004
Ha ancora tempo l’uomo per diventare una ricchezza per la natura così come la natura è una ricchezza per lui? 1005

Natura è anche la gratitudine dei gattini quando li accarezzo. 1006

Secondo Ippocrate i mali naturali sono divini. 1007

Peggiore il medico della malattia. 1008

Per parlare di gente volgare devi essere volgare oppure, come Dante, mandarla all’inferno. 1009

Gli uccelli sono gli animali più allegri. Leopardi. 1010

Ci sono ancora cose di cui gli uomini non hanno mai osato parlare. 1011

Le dita di un pianista muoiono più delle dita altrui. 1012

Andare in vacanza è cambiare padrone. 1013

Siete sicuri di trascorrere una giornata proprio tutta vostra? 1014

Lo sa cosa sta facendo il Bembix quando s’imbratta di polline? E lo sappiamo noi quando deviamo un fiume? 1015

Terribile, il logos si è fatto carne! 1016

E falsa sia ogni verità che non sia accompagnata da una risata. Nietzsche. 1017

Chi assiste un sofferente non deve essere ringraziato, lo deve ringraziare. 1018

La terra è una trottola attorno al sole, avremo sempre orologi da rimettere. 1019

La dinamica aristotelica era una teoria generale del mutamento, comprendente il moto locale, il mutamento qualitativo, la generazione e la corruzione, e forniva una base teorica anche alla teoria delle arti magiche. La dinamica di Galileo e dei suoi successori si occupa del solo moto locale, e anche in quest’ambito solo del moto locale della materia. Altri tipi di moto sono messi da parte con la promessa (risalente a Democrito) che il moto locale riuscirà alla fine a spiegare ogni moto. Paul K. Feyerabend, Contro il metodo, Milano 1980. 1020

Puoi anche chiavare, amica mia, con la sigaretta in bocca, ma non partorire. 1021

Alla fine dei tempi caccia alle streghe ai giornalisti. 1022

Non ignoro i pregi di questa macchina, ma avrei vergogna a servirmene.
Chuang Tze
 1023

Pur di seguire le mode, non sanno soddisfare neanche i propri desideri. 1024

Per costoro la vittima soffre di vittimismo e il perseguitato di mania di persecuzione. 1025

Se non sai parlare con gli occhi, meglio che ti tappi la bocca. 1026

Sui bonsai non nidificano gli uccelli. 1027

Il diritto di sfamarsi e dissetarsi viene messo sullo stesso piatto del diritto al divertimento. 1028

Il morso di un uomo digiuno provoca gravi ferite, di difficile guarigione. Eliano, IX 15. 1029

Le antiche città producevano schiavi, le nostre producono disoccupati. 1030

La pace era ascoltare lo stormire di foglie. 1031

È morto Felice Pignataro, del quartiere napoletano Scampìa. No, ragazzi, non è morto, sapeva che i ragazzi casinari sono amati dagli immortali più dei ragazzi per bene. 1.032

Letto in quattro e quattr’otto il libro di Shelley, Franckenstein. Provate a cambiare la parola Frankenstein con la parola scienza: è innocente, ma non ha la coscienza a posto. 1033

Non il Neocene, è l’Antropocene la nostra era geologica. 1034

Meglio rispondere al miagolio di un randagio che al telefono. 1035

Qualsiasi idea contraria al potere può essere accusata di terrorismo come una volta qualsiasi idea contraria al potere poteva essere accusata di ateismo, apostasia, sacrilegio, eresia. 1036

Meglio farsi governare da chi ha la forza fisica, come un cavaliere del medio evo, che da un vecchiacone con la bomba atomica. 1037

Le radio sono libere, trasmettono anche Zappa, ma a notte fonda, quando tutti dormono. 1038

Tutti innocui al potere, anche noi affamati di giustizia. 1039

Sì, Elisa, c’è dignità in un cane che orina. Se abbiamo scelto il cesso per orinare, l’abbiamo scelto anche per vivere. 1040

Il ☀ è tramontato, la ☾sta sorgendo, il tempo sta ☂ e ho trovato pure il simbolo della ☭, utile come spaventapasseri. 1041

Sì, Francesco Dezio, via da qui. 1042

– Adorno ha detto che dopo Auschwitz non ci sarebbe stata più arte, il progresso artistico gli ha dato torto.
– È vero, già in un cesso si nota l’evoluzione artistica nel disegno del water. 1043

È come se Dio si preoccupasse di cosa ne pensa un formicaio. 1044

C’è anche il partito delle macchine pensanti e non pensanti. Se l’intelligenza non si commuove è stupida. Capìto che una macchina non si commuoverà mai? 1045

Il voto è quanto di più stupido abbia potuto inventare una scuola. Non è Dio un autodidatta? 1046

Tutta la cosiddetta civiltà industriale è in genere la più volgare forma di esistenza che si sia avuta fino ad oggi. Nietzsche. 1047

Se si sostituisse il Crocifisso con la bandiera americana non cambierebbe nulla nell’attuale senso comune dei cristiani. 1048

Infelici i gatti di città. Gli uomini hanno deciso che gli animali devono adattarsi alla città, non viceversa. 1049

Come mai si spezzano impunemente rami e si graffiano tronchi d’alberi mentre nessuno, neanche un bambino, si permetterebbe di graffiare una macchina? Troppo umana la morale. 1050

Le macchine non servono né alle amebe né alle balene, servono agli uomini, e solo a una parte degli uomini. 1051

Il solo farne parte è un’ingiustizia. Adorno. Dunque, l’unica giustizia possibile è lasciare tutto e ritirarsi in una grotta. 1052

La forza era sollevare un peso, ora è mostrare la propria auto. 1053

Gli uomini hanno adesso la libertà di parola, ma non hanno più nulla da dire. 1054

La pubblicità non osserva il minuto di silenzio. 1055

Il calzolaio misurava i piedi, l’industriale le scarpe. 1056

No, non c’è neanche la voce di un Pasolini. Tutto tace. 1057

In questo mondo l’anima è sprovvista di conoscenza, tranne quando è ormai in punto di morte; in quel momento fa un’esperienza analoga a quella provata da coloro che si sottopongono all’iniziazione ai grandi misteri. Plutarco, fr. 178. 1058

Bello un grattacielo? Vedo bella una casa, un pagliaio, un nido, una ragnatela, non una torre di Babele. 1059

Illusione che la ragione abbia potere, solo il potere ha ragione. 1060

Noi gatti potremmo far valere i nostri diritti se possedessimo la bomba atomica. 1061

Più che una scienza, la sociologia è diventata un centro di documentazione poliziesca. 1062

Dov’è che Giordano Bruno dice che l’uomo non è l’essere più saggio e che ci sono animali saggi almeno quanto lui? 1063

Sembra che gli uomini non riescano a conoscere nulla con la propria vista, udito, tatto, fiuto, gusto, devono aprire un libro, un giornale, accendere un aggeggio, e cioè nessuna conoscenza. 1064

I ladri rubano per procurarsi da vivere o per altro. Il ristoratore o il negoziante che li accoglie nel proprio locale e accetta il loro denaro, ben sapendo come se lo son procurato, è un briccone quasi quanto i suoi clienti. Letto in Mandeville. 1065

Gli esperimenti sul comportamento degli animali si riducono a far premere pedali. Con noi gatti non ci provano,  ci ritengono, noi fortunati, animali poco intelligenti. 1066

Se Dio ha creato il gatto perché l’uomo possa immaginare di accarezzare una tigre, ha creato l’uomo perché il gatto possa strusciarsi alle sue gambe. 1067

Per fare arte ci vogliono investimenti e un pubblico pagante, per il resto qualsiasi fesseria avrà successo. 1068

Non più musica tragica (e se vi dicessi che la musica di Zappa è tragica?). 1069

Ornette Coleman ha prodotto il rumore di una fabbrica con un sassofono ed è musica, costui ha prodotto musica d’elicotteri con un quartetto d’archi, ed è rumore. 1070

Grave, molto grave, non ci sono bambini tra il pubblico. 1071

Impossibile l’eroe nell’era della bomba. 1072

Mangiamo animali macellati in catene di montaggio, da spennatrici, da pelatori, da scuoiatori, carne sotto vuoto, in bella mostra nei supermercati. Tali animali, materia prima dei macchinari, non vengono sacrificati ad alcun dio. Se per essi non c’è alcun urlo di vendetta, il nostro Dio è inerme. 1073

Che il piacere sessuale sia effimero, l’avevano capito sapienti, monaci ed eremiti. Cosa ne resta? Il dogma della selezione sessuale. 1074

Basta guardare un fossile di qualche centinaio di milioni di anni fa e tutto il catafalco dalla filosofia occidentale degli ultimi secoli crolla su se stesso. 1075

I ricchi sono sempre esistiti, solo che non sono mai stati tanto schifosi come oggi. 1076

La fisica delle particelle con le teorie che vi stanno dietro somiglia più a una scommessa sul funzionamento di qualche aggeggio che a una conoscenza. Stiamo scherzando con l’ambra. 1077

Ha aperto un negozio di critica letteraria. 1078

Dannazione, deve essere proprio un peccato originale, discute ancora sull’intelligenza degli animali invece che sulla propria. 1079

Ai bambini non fanno vedere i morti. 1080

Non denigrare i baffi, il dio dei gatti potrebbe offendersi. 1081

Linguaggio segreto dei sacerdoti egizi, noi di scienziati, burocrati e massoni. 1082

Sguardo di adolescente s’interroga d’amore. 1083

Era già un luogo comune la saggezza di un Orazio? 1084

Ragazzi, non fidatevi degli artisti borghesi, non sono mai del tutto sinceri. 1085

L’immortalità dell’uomo non gli basta, costui vorrebbe pure quella dell’umanità. 1086

È impossibile che tanti miliardi di uomini possano ottenere quanto promettono costoro. 1087

Cadeva musica la pioggia. 1088

Il capitalismo illude lo schiavo di essere padrone del proprio stato. 1089

Come se occuparsi dei Greci fosse una cosa innocua! 1090

Asor Rosa non ha un buon amplificatore oppure non sa fare la voce grossa. 1091

Sfaticato e stupido il povero, intelligente e laborioso il ricco, mai società era scesa più in basso. 1092

È necessaria la danza per sperare nella visita di qualche dio. 1093

Se Dio ci ha fatti a propria immagine e somiglianza non ci pro-verà più. 1094

Per fare bene l’insegnante bisogna, come Socrate, farsi condannare a morte. 1095

L’idea che ho di Dio? Di uno che se la ride. 1096

Per capire il mare non basta andare a fondo, bisogna affondare. 1097

Un cucciolo di cane geme nella notte. Non lo ascolta il vento, non lo notano le stelle, solo un uomo potrebbe soccorrerlo. Oh, dignità dell’uomo! 1098

Ora Allah, se mai decide di parlare, non ha l’abitudine di parlare con gli scienziati. Dürrenmatt. 1099

Sta diventando a poco a poco un’indecenza tutto quello che ha il coraggio di spacciarsi per cristiano. Dürrenmatt. 1100

Sanno le femmine di altri animali introdursi il membro? 1101

Secondo costoro chi si ammala è colpevole. 1102

Per andare dal Canada in Alaska basta scavalcare il 140º meridiano. 1103

Siamo farfalle, il successo ci brucia. Orfeo. 1104

Che l’uomo abbia bisogno di un redentore l’ha capito subito. 1105

Schifoso, l’unico posto dove si può urlare è in borsa. 1106

Proporrei a Kant di riconsiderare tutta la questione ponendosi dal punto di vista degli insetti. 1107

Dionisodoro! Si vantava che nessuno aveva mai ascoltato la sua musica. 1108

Non si prende in considerazione il Fedro di Platone là dove si parla di conoscenze da delirio o da mania. Ah, miserabile filosofia degli ultimi secoli! 1109

Sarà difficile aggiungere qualcosa di nuovo a quanto detto da Adorno e Horkheimer sulla nostra società. 1110

Se stabilisci qual è la cosa più importante del mondo ne trovi sempre qualcuna più importante. 1111

Nell’idealismo il colore della gomma da masticare s’intona con quello del vestito. 1112

Il Rocci, ragazzina, sai che è lo stesso che usavo io da ragazzino? 1113

In punto di morte mi consolerà il pensiero di aver meritato il paradiso di cani e insetti più di quello di cristiani e musulmani. 1114

Per verificare l’ipotesi che il cane ha sei zampe, lo scienziato va in laboratorio a crearne uno. 1115

L’unico vantaggio dell’onanista è che non ha le corna. 1116

I marxisti dicono ai padroni dateci quello che è di tutti, gli anarchici non rompeteci altrimenti ve le rompiamo. 1117

Costoro chiamano col nome di museo i luoghi di raccolta di refurtive a spese della natura e di vetuste civiltà. 1118

S’è mai posto qualche diritto internazionale il problema di re-stituire i territori ai nomadi? 1119

Il popolo era libero di parlare la lingua di propria creazione, il dialetto. La borghesia ha imposto la lingua nazionale dello Stato e quella universale del mercato. I popoli sono diventati massa. 1120

La conoscenza può diventare notizia, non la sapienza. 1121

Al potere importa che la massa resti ignorante. 1122

La tecnologia era un mezzo, ora è un fine. 1123

L’inizio di Big Swifty scuote i sassi. 1124

I loro dei sono umili ed esterrefatti rispetto al nostro onnipotente unico Dio. 1125

Campiamo sì e no qualche secolo, che ce ne facciamo di una società che promette una vita più lunga e un futuro pieno di miracoli tecnologici? 1126

Se gli scienziati facessero esperimenti sulla propria pelle, sarebbero meno sospetti. 1127

Chi comanda ha bisogno di coglioni ubbidienti. 1128

Che società è quella che farebbe volentieri a meno di vecchi, malati e pazzi? 1129

In una piccola comunità puoi riconoscere (dalla fisionomia, dalla camminata, dalla parlata, dai gesti) a quali famiglie appartengono bambini, adulti e anziani. 1130

Tentativo l’aforisma di scrivere contenuti senza forma o con la forma che si meritano. 1131

Si bombarda come l’insetticida l’insetto. 1132

La forza bruta è ora il potere economico. 1133

I figli del cittadino Caino hanno popolato la terra, non quelli del pastore Abele. 1134

Sempre meno per noi stessi, parenti, amici, vicini, sempre più per enti, associazioni, compagnie, imprese, partiti, ismi. 1135

Coraggio, Diana, non sei l’unica cosa bella a passare inosservata. 1136

Ci informano su tutto eccetto su ciò che ci interessa. 1137

C’è più differenza tra due paesini che tra due metropoli. 1138

Né presente né passato, viviamo nella promessa del futuro. 1139

Vedo salire sul patibolo re e regine, mai un capitalista sulla sedia elettrica. 1140

Il contadino piantava il salice per ottenerne legacci, non aveva bisogno dell’industria e del commercio delle corde. 1141

Il solo rumore che assorda la terra potrebbe far rimpiangere la più miserabile delle precedenti condizioni umane. 1142

Il potere è una forma di volgarità travestita di giustizia. 1143

I nostri luoghi sacri (monumenti, musei, cimiteri) sono fatui rispetto allo speco di San Benedetto o alla grotta di San Michele. 1144

Il sapere è diventato come un modello di macchina, il vecchio non fa parte delle radici del nuovo, va in discarica. 1145

Quelle di Cecil Taylor non sono note a casaccio. 1146

Civiltà dell’effimero, abbiamo il volo ma ci manca l’aria. 1147

La patria di costoro è dove stanno le loro ricchezze. 1148

Alla quercia non importa chi raccoglie le sue ghiande. 1149

Per il borghese non c’è salvezza, se ne frega. 1150

Appena sente parlare di istinto, il mio gatto s’innervosisce. 1151

C’è più volgarità nelle azioni che nelle parole volgari. Se le parole sono pietre, le azioni sono macigni. 1152

Il Merda di Pasolini e la Merdre di Barba. 1153

Se come marcia nuziale mi suonano Peaches En Regalia di Zappa, mi sposo. 1154

Del resto nessuna legge punisce l’omicidio commesso dai medici. Rorario. 1155

Il cervello della donna pesa di meno, dunque è senza scorie. 1156

Come se lo stato attuale delle cose fosse l’ordine naturale! 1157

Se non è anche una festa, non è una rivoluzione. 1158

Per vendere più carne, vietano fumo, alcolici e droga. 1159

Più facile trovare cibo e acqua nella savana che intrappolati nel traffico. 1160

Ma come si fa a chiamare scienziato chi ha inventato la bomba atomica? 1161

Betlemme si vanta di Cristo, Santo Domingo di Cristoforo. 1162

Parlano di libertà nei loro gironi d’inferno. 1163

Basta sollevare un sasso e osservare un mondo diverso dal nostro. 1164

Solo l’ideologia ci separa dagli animali; qualsiasi umano si riconosce con gli stessi occhi, le stesse orecchie, lo stesso cuore, le stesse viscere di un mammifero. 1165

Appena mi ha visto, il gattino ha fatto un saltello di gioia, così ho provato a saltellare pure io. 1166

La specie più presuntuosa, ecco cosa ci distingue dagli animali, e Nietzsche ci mette in guardia dallo stesso concetto di specie. 1167

Siete così sicuri che nell’ambiente che ci siamo creati non abbiamo bisogno della comparsa di Fomalhaut? 1168

Il cristianesimo ha preferito l’ipocrisia e l’ateismo pratico del borghese allo zelo e all’ateismo teorico del comunista. 1169

La più grande invenzione tecnologica non m’impressiona quanto la scoperta dell’etimologia di una parola del mio dialetto. 1170

Che ce ne facciamo della giustizia se non c’è giustizia per animali, piante e pietre? 1171

La salvezza dell’uomo! Io inizierei col salvare gli insetti. 1172

Meglio le usanze obsolete del mio paesino che le feste di lavoratori, donne e innamorati. 1173

Dagli animali possiamo imparare a pensare senza parole. 1174

Sì, Marco, recente è lo specismo, la lente aberrante con cui guardiamo il mondo. 1175

Chiamiamo mete turistiche luoghi incontaminati, depredati dagli affaristi e profanati dai turisti. 1176

Oltre la velocità della luce! Così la corbelleria di tornare indietro nel tempo. 1177

Non capisco perché accettano la castrazione di un gatto e non quella di un uomo. 1178

Appena cerchiamo differenze tra noi e gli animali, incappiamo in astruserie come anima, intelligenza, coscienza, libertà, colpa. 1179

All’individuo non resta che difendersi da questa società. 1180

Dario Fo non ha rifiutato il Nobel. 1181

La rivoluzione avrà inizio quando si bruceranno le cravatte. 1182

Va a finire che quanto chiamiamo concetti non sono che parole; non sono già pronomi e congiunzioni categorie logiche? 1183

Ridicolo farne un dramma, ma è sempre un dramma la passione per una donna. 1184

Una verità assoluta? Il fumo fa male. 1185

I santi baciavano piaghe di infermi e lebbrosi; se la santità non è fuggita dalla terra, è ora di baciare un cane rognoso. 1186

Dopo la mia morte nessuno innaffierà le mie piante. 1187

Noi ricordiamo Cesare e Carlo Magno. Che ne sappiamo della memoria storica degli animali? 1188

La verità come convenzione sociale. 1189

Ore di lavoro al computer e ti ritrovi con un pugno di mosche. 1190

L’uomo scopre sul suo corpo un’escrescenza, una cisti, e corre dal chirurgo; l’animale la vede come una nuova parte del corpo e se la lecca. 1191

Muori e devi lasciare tutto! 1192

La morte di un albero è vita per insetti e funghi. Per chi è vita la nostra morte? 1193

La notizia è il reale e il reale è la notizia. 1194
Pronti a cercare nei tuoi vizi le cause della tua malattia. 1195

Sessantotto, sprazzo di luce nella civiltà borghese. 1196

Al contrario di un violino o di un pianoforte, gli aggeggi della tecnologia hanno una vita effimera. 1197

Non permettono di ritirarci nel deserto o in cima a un albero. 1198

L’amore, ragazzi, è un fenomeno chimico. 1199

La vile pecora sopporta il recinto meno del fiero leone. 1200

Ecco il mare! Possiamo qui scordare la città!  1201

Tutta la forza dei canti popolari rieccola in Zappa. 1202

Se Dio parla, non fa discorsi. 1203

Mosè, Romolo e Remo non si trovano in una cesta sul fiume ma in un cassonetto della spazzatura. 1204

La ragione è soffocata dalle ragioni di mercanti e affaristi. 1205

Del pulcino di cornacchia non restano che quattro piume. 1206

Si son voltate a guardare chi guardavo delle due. 1207

Seminiamo su una terra coperta di rifiuti, raccogliamo rifiuti. 1208

La Vergine Maria ha preferito lo Spirito Santo a un coetaneo. 1209

Funesto nonbiodegradabile, anche tra i piedi del redentore quando tornerà sulla terra. 1210

Il professor Zolla è fuggito dalla città. 1211

È l’istinto della formica nel risalire il muretto da cui è caduta lo stesso del nostro nel continuare a sporcare e assordare la terra? 1212

Mimetismo! Insetti e farfalle portano vestigia di antiche stagioni. 1213

Pubblico pagante, come con la prostituta. 1214

Solo leggi scritte, dunque basta eliminare la carta. 1215

Un mare di notizie per nascondere quelle che ci interessano. 1216

Farfalle, migliaia di anni a provare disegni sulle ali. 1217

Platone riesce ad essere poeta ragionando. 1218

La pace universale garantita dalla bomba atomica. 1219

La terra non si fida dei medici che vogliono curarla. 1220

Alberi profumati dell’Etiopia. 1221

Il televisore al posto del focolare domestico. 1222

Se pure Zappa giocherellasse, lo fa curando ogni particolare. 1223

Interessa qualcuno di voi il miracolo che si compie alla nascita di un insetto? 1224

L’ira della vittima è diventata reato contro il carnefice. 1225

Se appare un alieno sulla terra gli mostreremo subito il nostro regno dei cieli. 1226

Gli insetti sono più bravi di me nell’afferrare una femmina. 1227

Libertà di pensiero quando è diventato innocuo. 1228

Lo  dà a tutti i diritti umani, ma poi li tratta da coglioni. 1229

Hanno ucciso un enorme coleottero davanti ai miei occhi. Quasi quasi rischierei la vita per lui. 1230

Per i Greci l’immortalità non è creare memoria? 1231

Da ospite a padrone della terra. 1232

Donne in borsa a urlare, a contar soldi in banca, per aria a guidare bombardieri, le chiamano conquiste della donna. 1233

Con rime e ritmi è più facile ricordare versi. 1234

Mai più il silenzio. 1235

Imprinting cittadino, ricordi di asfalto e cemento. 1236

Vogliamo a tutti i costi capirci qualcosa. 1237

L’arte vuole tempo, come la paziente natura. 1238

Delle tragedie greche non ci restano neanche le sacre rappresentazioni. 1239

Effimero. Subito dopo tu sei tu e lei è lei. 1240

Dopo avere ucciso la terra aspirano a non uccidersi tra loro. 1241

Non conosciamo i pensieri di uomini vissuti oltre sei o settemila anni fa. 1242

Salta di gioia se le propongo di guardare le stelle. 1243

La castità non è astenersi dal sesso ma dalla volgarità. 1244

Difficile comunicare novità interiori. 1245

Timidezza e vigliaccheria nei nostri migliori pensatori. 1246

Non sapremo distinguere tra un urlo e un rumore. 1247

Invece di strapparsi i capelli vanno a curarsi la calvizie. 1248

Ci sarà qualcuno che racconti com’era il cielo notturno? 1249

Scrivere come in punto di morte. 1250

Abituano i bambini ad avere ragione, non a cercare ragioni. 1251

Parliamo la lingua di Manzoni, così non capiamo quella di Leopardi. 1252

Talmente abituati alla morte altrui, da considerare impensabile la propria. 1253

Urla soffocate dai sedativi. 1254

Liberaci, Signore, dal morire intubati in ospedale. 1255

Gli antichi non avevano la dea comodità. 1256

Scontato che muoiano in vitro se nascono in vitro. 1257
Rossa la lingua dei pulcini di gazza. 1258

Un pastore guadagnava tempo stando fermo, noi lo perdiamo correndo. 1259

Da quando l’uomo si è insuperbito nei confronti della natura? Da quando ha inventato la ruota o da quando si è inventato l’anima? 1260

A onor dei ricchi potrei narrarvi la storia degli scacchi. 1261

Dare, offrire lavoro, come se il lavoro fosse un’elemosina. 1262

Chissà se Cristo riuscirà a trovare dei motivi per tornare alla fine del mondo. 1263

Indispettito di morire senza vedere l’ultimo modello di macchina. 1264

Morire contenti, io per aver piantato un bosco. 1265

Il crescete e moltiplicatevi era rivolto a un popolo di quattro gatti. 1266

Condizionati dall’orario. 1267

L’orologio è sempre sballato rispetto alla posizione del sole. 1268

Per la storia e la geografia non vi danno che cose false a forza di essere schematiche. Simone Weil. 1269

Come Ippocrate, erede della sapienza di generazioni di medici. 1270

Per educare qualcuno bisogna prima innalzarlo ai nostri occhi. Simone Weil. 1271

È un privilegio se il gatto mi aspetta davanti casa. 1272

Tutto inizia, tutto finisce nell’eterno divenire, ma l’apparizione dell’uomo non sta promettendo nulla di buono. 1273

Da quali luci erano attratte le falene prima della lampadina? 1274

Lotta tra Dio e Lucifero, bene e male, uomo e natura. 1275

Già fanno i nidi gli uccelli sugli alberi del mio boschetto. 1276

L’innocenza del bambino fa paura all’adulto. 1277

L’affamato di giustizia muore di fame. 1278

I politici sognati da Platone si rifiuterebbero di governare una società come la nostra. 1279

È finita per l’asino e per il mulo. 1280

Il pulcino di gazza espelle la cacca dal nido. 1281

Sopporta la crosta il peso di dighe, ponti e grattacieli? 1282

Tra i vermi che divorano il formaggio non c’è un colpevole. 1283

Credono di vivere felici in un mondo infelice. 1284

Il disarmante annaspare di un rondone caduto dal cielo. 1285

Salinger, classe 1919. 1286

La parola va scritta a proprie spese. 1287

La cacca ha perso l’essere da quando è nato il water. 1288

La parola ha vestito il mondo, è ora di spogliarlo. 1289
Un geco come ospite. 1290

Il capitalista è mortale, il capitale immortale. 1291

I passeri tedeschi non scappano alla vista di un bambino. 1292

Conoscenze confezionate. 1293

La gazza smemorata semina alberi. 1294

Sogno americano. Miliardi di persone con la cicca in bocca. 1295

E se volessi collegarmi con una mosca? 1296

I gabbiani pescano nel mare dei rifiuti umani. 1297

I bambini vengono cresciuti come bonsai, adulti in miniatura. 1298

Il moscerino dovrebbe valere qualche chilometro all’ora in meno. 1299

I bambini indisciplinati rifiutano la potatura, o no Salinger? 1300

Non è già volgare il numero degli uomini? 1301

Uno spettacolo che non vuole applausi. 1302

Politica a una dimensione, destra e sinistra, né alto né basso, né interno né esterno, senza profondità. 1303

La natura sono i documentari sulla natura. 1304

I mercanti del tempio non erano ambulanti. 1305

Il pudico giglio coltivato in impudiche serre. 1306

La storia dal punto di vista degli zingari. 1307

Fonti e sorgenti non conviene che siano sacre, altrimenti non si possono comprare, vendere, intubare e imbottigliare. 1308

La scuola è diventata un edificio. 1309

Asservimento di tutte le culture a una sola, anche l’ultimo a-borigeno indosserà la cravatta. 1310

Al gatto basta la coda per giocare. 1311

Rimpiazzabili come lampadine fulminate. 1312

Anche quando gli dei se ne andranno dalla terra, vorranno ancora inchinarsi davanti agli idoli. Dostoevskij. 1313

Ogni peccato sarà rimosso, purché sia stato fatto col nostro permesso. Dostoevskij. 1314

Nella natura non c’è nulla di ridicolo. Dostoevskij. 1315

La nostra società non sa raccontare nulla. 1316

Gli stati che hanno la bomba atomica sono ridicoli. 1317

La libertà non è soddisfare i bisogni, ma sapere quali. 1318

Mandiamo Einstein in una bettola a spiegare la sua teoria e vediamo come se la cava. 1319

L’artigiano sta bene in un museo. 1320

Sospetto un pensiero che non abbia la poesia dalla sua parte. 1321

Le campane non si sentono più. Orwell. 1322

Più soli tra la folla che da soli. 1323

La lurida mosca sta sempre a pulirsi. 1324

L’arte è diventata neutrale, né maschile nè famminile. 1325

Più santo Artaud di Padre Pio. 1326

Chi ha sganciato l’atomica su Hiroshima è una persona per bene. 1327

Più libero uno schiavo greco di un operaio della FIAT. 1328

Non c’è fame di giustizia dove tutto è giustificabile. 1329

Nei dialetti meridionali ‘cristiano’ significa ‘persona’. 1330

Dopo una vita innaturale non potremo invocare una morte na-turale. 1331

Topolino è arte per l’arte, non si capisce come si guadagna il pane. 1332

Lo cataloghi in un ismo ed è subito messo a tacere. 1333

Citare Čapek. 1334

Certo, Pascal, nell’uomo c’è qualcosa di sconfinato, l’abisso che lo separa dalle cose. 1335

I condriti considerati rametti, poi icnofossili. Non potrebbero essere disegni che l’argilla forma asciugandosi? 1336

Non sopravvivono in città i dialetti. 1337
Dal figlio accetta qualsiasi bravata, ma non che voglia farsi santo. 1338

Lei si meraviglia di come riesca ad apparire tanto desiderabile quando nello specchio si trova con mille difetti. 1339

Su strade cittadine devi dar tono alla camminata. 1340

Saper guardare, ossia dimenticare il nome delle cose che si vedono. Valery. 1341

Le ha spezzato il sorriso con uno sbadiglio. 1342

Pierre Barnave è morto a trent’anni. 1343

Le adolescenti ridono dei loro coetanei. 1344

Non è concesso al primo venuto di parlare degli animali. Fabre 1345

Sono ancora belli i tramonti romani? 1346

In caso di pericolo, pensiero e azione coincidono, proprio come negli animali. 1347

Il cantastorie tramandava storie, noi abbiamo la storia di Stato. 1348

L’etica kantiana basata sull’io penso cartesiano. 1349

E se le camminate lunari fossero un editto di Costantino? 1350

L’oggetto della psicologia è il soggetto. 1351

È talmente bella che ha sempre ragione. 1352

Zappa, come Dante, scrive in volgare. 1353

La ragione è bella solo quando gioca, in matematica e in logica. 1354

Le grandi città sotto la luna. Barba sorride triste. 1355

Masse ridotte in polvere dalle statistiche. 1356

Un moscerino color acquamarina. 1357

L’Europa, l’Asia, l’Africa, l’America, tutto il mondo è proprietà privata. 1358

L’estetica si occupa di aggettivi, la morale di verbi, la logica di articoli, pronomi, preposizioni e congiunzioni. 1359

Le religioni primitive non proclamano verità assolute. 1360

Il servo della gleba non guardava previsioni del tempo, le faceva. 1361

Necessaria la bellezza nell’arte ma non sufficiente. 1362

La borghesia ha ostacolato ogni progresso scientifico e tecnologico; ha promosso solo quello dei propri interessi. 1363

L’esaltazione non riguarda più la visione di un dio ma lo spirito del gregge. 1364

Vogliono eliminare la sporcizia dal mondo, ma scendono a patti con chi la produce. 1365

Con una pedata hanno messo a tacere un cane che abbaiava contro un amplificatore. Ma non dovevano darla all’amplificatore? 1366

La pubblicità non fa mai sciopero. 1367

Artaud s’è riappropriato della parola ma l’hanno messo in manicomio. 1368

La cultura non coltiva più nulla, parla di coltivazioni. 1369

Prima creava il mondo; adesso si è buttato sulla produzione. Karel Čapek. 1370

Subire con ordine e decoro, proibito mettersi le mani nei capelli. 1371

Il santo era anche un ribelle. 1372

Chiunque diventa cattivo in gabbia. 1373

Lo stivale delle sette leghe era più bello dell’automobile. Musil. 1374

Segno dei tempi il museo. Non è tutto un cimitero? 1375

Parlare dell’essere senza usare il verbo essere. 1376

Un’assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente. Schopenhauer. 1377

Darei una multinazionale per una lucciola. Pasolini. 1378

Beati gli uomini nati prima della televisione. 1379

L’opinione, mal caduco. Eraclito. 1380

Alla morte ci pensano le pompe funebri. 1381

Permettono tutto, purché nulla abbia valore. 1382

È necessario convincere i macellai che gli animali non hanno coscienza. 1383

La filosofia dovrebbe stupire più che convincere. 1384

Se dormi, non gocciola il naso. 1385

Il diritto internazionale degli scarabei. 1386

Riprodurre fedelmente la realtà e ti accorgi che anche quella è un’interpretazione. 1387

Ce l’hai tu il rifugio antiatomico? 1388

Al pollo fa ridere il becco dell’aquila. 1389

Migliaia di anni per abituarsi ai vestiti, poche decine per abi-tuarsi alle macchine. 1390

Se non fa il politico, il capitalista se lo compra. 1391

Gli scritti sono i pensieri dello Stato; gli archivi la sua memoria. Novalis. Debord. 1392

Socchiudevano gli occhi come i gatti le stelle. 1393

Il tempo offeso dall’orario. 1394

Oh, movimenti degli strigidi! 1395

La tecnologia non sopravvive senza sventrare la crosta. 1396

Andare a piedi è sfidare le macchine. 1397

Nel mondo regna l’ordine, l’ordine poliziesco. 1398

Non si scherza coi fossili. 1399

I primi a uscire allo scoperto furono gli scorpioni, i primi adesso a scapparsene. 1400

Con quale cane non si può giocare? 1401

La dentiera fa brutti sogni. 1402

Da quando i coccodrilli non sono sacri, ne facciamo portafogli. 1403

Secondo Erodoto gli Egizi erano vegetariani. 1404

Alessandria insorse perché un soldato romano aveva ucciso un gatto. 1405

Il ciliegio viene dalla città di Kerasos. 1406

Il macellaio non è più un sacerdote. 1407

La matematica è bella perché c’è contraddizione. Simone Weil. 1408

Alla fine il re vale meno del pedone. 1409

I tentativi di mettere zingari, tuaregh e pellerossa alla catena di montaggio sono falliti. 1410

Se la Fenice non si lascia scorgere è per paura dell’uomo. 1411

Funziona tutto a meraviglia ma con l’incubo delle batterie scariche. 1412

Dall’acqua di Talete alla volontà di potenza. In filosofia non c’è  stato progresso. 1413

Il commerciante contrattava il prezzo, ora lo impone. 1414

Scandalose fanciullaggini ci attirano la loro invidia. 1415

È sempre la macchina che stabilisce che cosa deve diventare il corpo. Anders. 1416

L’avvenimento è una merce. Anders. 1417

Dato che il mondo ci è fornito in casa, non ne andiamo alla scoperta; rimaniamo privi di esperienza. Anders. 1418

La menzogna non ha mai posseduto uno strumento migliore: non mente più contro la realtà con l’aiuto di immagini false, ma con l’aiuto della realtà stessa. Anders. 1419

Sudiciume condiviso da migliaia è pulito.  Anders. 1420

Il concetto di progresso ci ha resi ciechi all’Apocalisse. Anders. 1421

Il terrore che attanaglia il teorico della scienza è quello di vedere un sapere all’opera che non sa dare ragione di sé, un sapere che funziona, senza dubbio, ma sembra funzionare su un abisso. Marco Maurizi. 1422

Il museo è l’esempio più eclatante della neutralizzazione della pittura. Marco Maurizi. 1423

Avete mai associato Galileo al Galileo? 1424

L’incredibile è che resta sempre il dubbio. 1425

Dio non ha amici. 1426

C’è una storia dei morti per amore? Gli arabi ne hanno una bellissima. 1427

Non sapeva che le leggi di mercato sono più forti delle leggi divine. Karel Čapek. 1428

Chi non si accorge della tua assenza non è tuo amico. 1429

Non potrai rifugiarti nella solitudine se non la sopporti. 1430

La personalità ineludibile dei gatti. 1431

Chi ha detto che non si può avere un animale per amico? San Tommaso? Ne capiva di più San Bonaventura. 1432

Ah ah, la dotta ignoranza! 1433

Come’è arrivato l’uomo a minacciare il proprio pianeta nel modo che oggi stiamo sperimentando? E di fronte a questa situazione ha ancora senso l’idea di progresso? Vittorio Hösle. 1434

All’arrivo di un’auto il riccio si raggomitola invece di fuggire. 1435

Un’epoca che si vanta del progresso deve chiedersi quanto ne ha fatto per superare uno Stradivari. 1436

Basta che manchi la corrente elettrica perché le nostre abitudini vadano a gambe all’ aria. 1437

Hanno preso la via più facile: deificare Cristo invece di comprenderlo. Ceronetti. 1438

Se non vuoi rinunziare alla carne, devi macellartela con le tue mani. 1439

Questo scritto non ha il copyright, Grazie, Debord. 1440

Tutto, Heine, è diventato vil plebe, anche Berlino. 1441

Non c’è società peggiore di quella in cui i più ricchi sono considerati i migliori. Cicerone. 1442

Nell’era della bomba addestrati a pensare che tutto va bene. 1443

Beckett, roba da fine del mondo. 1444

Gli animali si vedranno solo in bianco e nero, a colori, in primo e secondo piano, con commento e sottofondo musicale. 1445

Insomma, per parlare con qualcuno devi pagare. 1446

È possibile immaginare un luogo del mondo rimasto bello e incontaminato? 1447

Lei ha provato a mormorare le dolci fusa del gatto. 1448

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...